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domenica 26 dicembre 2010

Etilometro: tra mito e leggenda c'è spazio per disinformazione e insicurezza (stradale)

un controllo alcolemico della Polizia Stradale con precursore. foto © Vincenzo Coraggio
Lo scorso 24 novembre, sul portale di Repubblica, è apparso un articolo che gli amici della rassegna stampa sul vino, birra ed altri alcolici hanno subito ripreso e riproposto a tutti noi. Io raccolgo l’invito di Roberto Argenta e vi chiedo di partecipare a questo dibattito. Io non sono astemio. Sono un bevitore occasionale che, lo confesso, è spesso attratto dal mondo che ruota attorno alla bottiglia. La cultura del vino, la cultura della birra, l’intellettualità di un bicchiere sorseggiato sul divano in stile davanti al caminetto finto o dopo aver salvato un’anfora dalle insidie di una tempesta ricreata, sul piccolo schermo, con un filtro color seppia, un simulatore di vento e un’accattivante voce narrante. Il risultato, poi, è sempre lo stesso e, badate bene, non parlo di stragi stradali. Parlo dell’inferno nel quale cade chi, in stato di ebbrezza, viene sorpreso alla guida. Per questo bisogna leggere quest’articolo.
“È un articolo un po’ lungo – scrive Roberto Argenta – ma merita di essere letto, rende l’idea di come sia veramente difficile, anche per chi ha interesse a conoscere e si documenta, avere delle idee chiare. Soprattutto quando lo scopo è sostanzialmente bere il più possibile. Si sta formando e diffondendo una cultura dell’etilometro. Pericolosa e subdola come la cultura alcolica. Entrambe danno l’impressione di essere meno esposti a rischi perché si conosce, o si crede di conoscere, il proprio bere. La convivenza con gli alcolici è pericolosa, se associata a una cultura del bere lo è ancora di più. Entrambi i fattori di rischio potrebbero essere quasi azzerati portando l’alcolemia consentita a zero”.

Leggetelo, l’articolo di cui parliamo, e lasciate pure il vostro commento.

LA REPUBBLICA online del 24.12.2010
IL RACCONTO
“Io, risultato legalmente sobrio dopo aver bevuto sei bicchieri”
Una tavolata con un  sindaco, il comandante dei vigili urbani e - soprattutto - un etilometro. E al centro grandi vini. Un test da veri gourmet per dimostrare come in un ristorante si può bere alcol con intelligenza e poi guidare

di GIANNI MURA

24 dicembre 2010 - Applauso breve, ma cordiale. Sventolo come un trofeo il bigliettino su cui sono stampati tre numeri: 0,13. È il tasso alcolico rilevato dall'etilometro in cui ho soffiato, uno di quelli veri, in dotazione ai vigili dell'alta Vallagarina, un consorzio di sette comuni in provincia di Trento. Sono loro a fare i controlli, esattamente come li fanno sulle strade di una regione dove si beve spesso e volentieri. Chiedo di ripetere l'esame perché non ci credo. So quello che ho bevuto: 6 bicchieri da 125 cl di quattro vini diversi, praticamente una bottiglia. Come tutti i commensali, ho scrupolosamente annotato il bere (acqua a parte): uno di spumante, quattro di rosso, uno di passito. Risoffio, esce ancora 0,13. La prima a soffiare, la più coraggiosa nel rompere il ghiaccio, è stata Paola, mia moglie. Per non influenzarci, ci siamo seduti lontano una dall'altro, lei ha appena assaggiato il passito e dunque ha bevuto meno: ancora 0,13. Lì era scattato il primo applauso. L'organismo femminile, che sviluppa meno enzimi, in questo campo parte svantaggiato.
Ci siamo sottoposti a un test serio per avere le idee più chiare e per rispondere ai tanti lettori che ci chiedono: ma voi come fate? Come facciamo da quando ci sono i controlli, ovviamente, quelli che fissano a 0,5 la soglia dell'ubriachezza. Chiaro che chi si occupa da vent'anni di una rubrica di enogastronomia qualcosa o molto rischia. Noi facciamo così: a Milano, dove abitiamo, usiamo solo i mezzi pubblici. Oltre i 100 km da Milano, sia Parma o Torino, si pernotta in albergo. Il problema sono i paesini dell'hinterland, dove non sempre è facile trovare un taxi. In questo caso, uno dei due beve meno (quasi sempre Paola, per la verità), ma si viaggia con la sensazione di stare su una lastra sottile, e in testa ronzano tutte le voci raccolte da amici e conoscenti. Bastano due bicchieri e sei fregato. Basta una birra grande. A Gigi han ritirato la patente e aveva bevuto solo due calici di Prosecco. Occhio al limoncello, agli amari, ai grappini. A noi piace il vino: buono, se possibile, e non troppo. Pensiamo che l'ubriachezza stia al vino come lo stupro all'amore. Pensiamo, ancora, che si faccia terrorismo psicologico mettendo sullo stesso piano i vini e i liquori. Dubitiamo che chi guida velocissimo nel cuore della notte beva Barbaresco o Chianti, e sorvoliamo su altre sostanze che si possono assumere.
Pensiamo che sia bello un bagno in mare dove non si tocca, però bisogna saper nuotare. Fuor di metafora, non abbiamo mai visto l'etilometro come un nemico. Teniamo alla nostra pelle e a quella altrui. Un limite ci vuole, come per la velocità. Meno ubriachi circolano per le strade e meglio è. Lo 0,13 è nostro e dipende da molti fattori: età, abitudine, corporatura. (*) Ogni organismo risponde in un modo diverso. Quindi, non copiateci, ma testatevi e sappiatevi regolare. Bevete responsabilmente e seguendo una regola fondamentale: mai bere a stomaco vuoto. Bevendo a digiuno, sì che due calici di bianco bastano a sballare.
Qualche dritta l'avevamo già avuta da Luca Bini che, con la moglie Diletta, guida la Casa del Vino a Isera (Trento). Da quando c'è l'etilometro Luca, prima che l'avventore si alzi da tavola, invece del grappino di una volta gli offre un boccaglio in cui soffiare. E un servizio di taxi è sempre a disposizione. Comunque, lui e il suo staff sono disponibili a tenere aperto fino a che il cliente non rientra nella norma. Anche qui è meglio chiarire: a 0,4 non ci sono sanzioni, ma la lucidità e i riflessi non sono identici a quelli di uno 0,2 o di un astemio. Mentre il mondo del vino piangeva (consumi calati del 30%) Bini faceva qualche calcolo nel suo orticello (un giorno, 70 coperti al ristorante e 15 bicchieri di vino in tutto) e decideva che l'etilometro andava visto come opportunità e non come restrizione, che il ristoratore aveva il compito di informare e, per quanto possibile, prevenire.
Per questo gli abbiamo chiesto di organizzare una serata, massima libertà sui piatti e sui vini. I vini: Graal Altemasi riserva 2003 Càvit (12 gradi); Pinot nero Vignalet 1997 Cadalora (13 gradi), San Leonardo 2003 Guerrieri Gonzaga (13,5 gradi), Migoletta Moresca Longariva (13, 5 Gradi). Il menù, ideato dallo chef Stefano Rosi da poco rientrato da uno stage al Tantris di Monaco: tasca di polenta con cappesante al tartufo bianco, purea di topinambur con uovo poché al tartufo bianco, ravioli ripieni di cotechino e lenticchie su radici di rafano e rape rosse, filetto di vitello con spinaci e salsa al Porto, tarteletta di cioccolato con rumtopf di piccoli frutti. In un angolo della stanza, salame casalingo e "50 e 50" (formaggio fatto per metà con latte vaccino e per metà caprino) avevano svolto il ruolo di corposi stuzzichini. Al tavolo, molto curiosa sugli esiti, c'è una bravissima chef, Paola Budel, che in un giorno di pioggia ha lasciato il suo piccolo paradiso di Mazzorbo per venire quassù. Ci sono il sindaco di Isera, Enrica Rigotti, e il segretario comunale, Paolo Zaniboni, emiliano con moglie trentina. C'è uno dei produttori storici della regione, il marchese Carlo Guerrieri Gonzaga. C'è, in borghese, seduto alla mia destra, Nicola Mazzucchi, il comandante dei vigili (in divisa) incaricati dei controlli.
Questo per dire che non è un raduno di beoni, e neanche un gioco. Mazzucchi si presenta con una massiccia documentazione ufficiale. Spigolando qua e là, apprendo che gli incidenti causati dall'alcol rappresentano il 3 % del totale e che l'obiettivo dell'Ue (dimezzare i morti da incidente stradale rispetto al 2001) sono già stati raggiunti da Lettonia (-54,5) e Spagna (-52,8), mentre Estonia e Portogallo (-49,7) sono quasi al traguardo. L'Italia è al decimo posto, un pelo dietro la Germania (40,5 e 40,3). Per onestà cronistica, il solo a superare la fatidica soglia di 0,5 è il padrone di casa (0,65), anche se ha bevuto solo due bicchieri più di me. Può esserci una spiegazione: da qualche notte dormiva male e poco per via dei pianti della bimba, sofferente di otite. Quindi, anche lo stress e la stanchezza incidono sul test. Piccolo consiglio a chi non si testa, si mette al volante ed è fermato per il test: l'alcol lascia come un alone su lingua e palato, alone cancellato da un bicchiere o due d'acqua che conviene bere prima di alzarsi da tavola, lasciando un intervallo ragionevole (mezz'ora) dall'ultimo bicchiere di vino. Ma il solo segreto, oltre alla moderazione, è il gusto della convivialità, il passare un paio d'ore rilassate apprezzando il cibo e il vino. L'importante è bere mangiando, non importa che il menù ricalchi il nostro, vanno bene anche tre panini al Gorgonzola (naturale, se possibile) o una pastasciutta e una frittata. Guarda caso, la nostra rubrica sul Venerdì si chiama "Mangia e bevi", tra sentimento e presentimento.

11 commenti:

  1. Salve,
    credo che questa analisi che ho letto sta mattina dica tutto in modo chiaro.

    http://www.sicurauto.it/blog/news/sobrio-dopo-sei-bicchiedi-di-vino-su-repubblica-si-racconta-una-mezza-bufala.html

    E' assurdo che ci sia qualcuno che faccia disinformazione gratuita (disinteressata?) su un giornale così importante!

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  2. Personalmente dopo la lettura dell'articolo, sono rimasto negativamente sorpreso nel constatare che era stato pubblicato su Repubblica, che ritengo esser un giornale serio. Ripensandoci però mi rendo conto che è un giornale, e come tutta la carta stampata oltre a riportare notizie, da non da spazio solo a queste ultime. Noto che l'autore è un giornalista scrittore, impegnato in larga parte in recensioni eno-gastronomiche (come riporta anche Wikipedia), e non mi meraviglia affatto che un cultore del buon bere e mangiare possa esporre le proprie considerazioni sull'effetto dell'alcol assunto durante un pasto lucculliano come egli descrive. Il vero e grosso problema, è il messaggio che l'autore affida al proprio articolo, che secondo me è vera e pura disinformazione. Alcune delle affermazioni che vengono fatte nell'articolo sono del tutto scorrette, a cominciare dal fatto che un tasso alcolico superiore a 0,5 g/l non comporta ubriachezza, ma bensì più genericamente uno stato alterazione psicofisica dovuta ad "ebbrezza alcolica" coma la definisce il legislatore, e mi meraviglia che un giornalista esperto non conosca la differenza tra le situazioni descritte dai due vocaboli; non ultimo la "dritta" che egli regala ai propri lettori circa "l'alone" che lascerebbe l'alcol su lingua e palato, entrambi facilmente cancellabili da un bicchiere d'acqua. Forse l'autore non conosce il principio di funzionamento dell'etilometro, che è del tutto assimilabile ad uno strumento diagnostico, il cui scopo non è certo quello di misurare la gradazione dell'alcol residuo presente all'interno del cavo orale.

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  3. Personalmente non sono in disaccordo con la decisione di pubblicare una notizia di questo genere. Sono perplesso che non venga pubblicata un'altra notizia concorrente a questa, che spieghi - invece - cosa succede in realtà! Perché, e il Giudice Dredd sa di cosa parlo, a me tutta che questa bevuta finisca con lo 0,13 mi sembra un po' strana...

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  4. Comunque ho letto il blog di Sicurauto che l'anonimo ha sopra citato. devo dire che la competenza con cui è stato scritto esaurisce ogni argomento!

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  5. non sappiamo cosa volesse dirci veramente il giornalista, ( in quest'articolo con una g molto minuscola), di sicuro ha fatto capire agli adetti ai lavori che è disinformato e che la sua disinformazione può uccidere più di una pistola!!!ma è stato messo davanti a questa possibilità non tanto remota??

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  6. L'etilometro non punisce chi beve, la strada sì.
    di Maurizio Caprino
    Il Sole 24 Ore

    28 dicembre 2010 – Bere sei bicchieri e trovare un etilometro che ti dice pure che puoi guidare. Il sogno di molti, che è diventato realtà, a quanto ha scritto "La Repubblica". Un articolo criticatissimo, perché diseducativo e scientificamente inesatto. Ma c'è di più. Sorvolando sul fatto che l'autore è un noto giornalista enogastronomico (avete mai visto uno che campa di una cosa invitare pubblicamente tutti a farne a meno? siamo seri) e che c'è più di un dubbio sull'attendibilità degli etilometri, dobbiamo metterci in testa che anche un goccio di alcol può fare la differenza tra un incidente e un semplice spavento finito bene.
    Se ancora non ci credete, aprite "Quattroruote" di gennaio a pagina 198: troverete un servizio con una serie di test sul "City Safety" delle nuove Volvo S60 e V60, un dispositivo che con telecamera e laser "legge" la strada per capire se il veicolo che ci sta davanti è fermo o troppo lento e vi avvisa. Se voi non reagite subito, pensa lui a frenare. Dai test di "Quattroruote" (non esaustivi ma molto migliori rispetto al folclore fatto l'estate scorsa) si vede chiaramente che la differenza tra un urto e una frenata ben riuscita è questione di un chilometro all'ora in più o in meno e di un centesimo di secondo in più o in meno nel tempo di reazione. Sono le stesse cose che s'imparano negli esercizi ai corsi di guida sicura: una manovra di emergenza iniziata un attimo prima ha successo, mezzo secondo dopo è già troppo tardi.
    Bene. Ora pensate che il "City Safety" è un sistema basato sull'elettronica, quindi può avere tanti problemi ma non quello dell'alcol. E riflettete sul fatto che ai corsi di guida sicura si è tutti perfettamente sobri. Infine, ricordate che l'alcol ritarda il tempo di reazione anche in chi lo sopporta meglio: poche frazioni di secondo, certo, ma come abbiamo appena visto possono già bastare. E allora che senso ha continuare a discutere di test dell'etilometro e probabilità di essere sanzionati?

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  7. Allora, in pieno accordo con quanto affermato dal Giudicie e da Lorenzo e continuando vorrei dire prima di tutto un paio di cose. Sarebbe bene che lo scrittore dicesse chiaramnte che nel nostro paese non è vietato bere vino o altri alcolici, ma è vietato guidare dopo averne assunro una certa quantità, tale quantità è rilevata dall'etilometro che non fa differenza tra vino ed altre bevande e nessun etilometro funzionante darà mai 0.13 g/l dopo sei bicchiari di vino, a meno che questi bicchieri di vino non siano stati bevuti diverse ore prima, cosa che non viene specificata. Vorrei poi aggiungere che ci sono paesi dove si è molto, ma molto più severi di noi eppure si beve e si producono bevande alcoliche, ma nessuno fa campagne pro vino o pro birra ecc. ecc.
    Ad Anonimo, quando dice che è la strada a punire chi beve e non l'etilometro ed ovviamente concordo,dico che siamo però sempre di fronte al problema che chi beve spesso non si fa male da solo, ma fa molto male ad altri e forse chi fa lo scrittore/giornalista certe realtà dovrebbe raccontarle per come sono fotografate ogni giorno e non solo fare pubblicità al bere vino aggiungendo in modo molto ipocrita, "responsabilmente".
    Eppoi, a prescindere da ogni considerazione, questa è una Legge dello Stato e forse in Italia dovremmo imparare ad essere più rispettosi delle Leggi, come accade in Germania, in Olanda, in Svezia, in Danimarca ecc. ecc., ma qui la cosa diventerebbe troppo lunga.
    Cordialmente Raffaele

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  8. Di articoli, commenti, e notizie più o meno gonfiate o attendibili sono pieni tutti i giornali, i telegiornali e, non ultimo il web.
    Mi meraviglia il fatto che anche voi del blog non abbiate ancora preso in seria considerazione il fatto che questa nuova legge rasenta l'illecito e l'incostituzionalità, oltre a risultare repressiva più che preventiva.
    Discrimina l'uomo dalla donna, il pendolare dal rappresentante o dall'autista, chi possiede una sola auto per tutta la famiglia da chi ne possiede più di una, chi è magro stecchito da chi,...forse è meglio che non cali.
    Vi sta postando il commento chi ha perso patente, auto e lavoro non a causa di un vizio etilistico che ritualmente ripete ogni giorno o nei fine settimana ma uno sfortunato, come tanti, che ha sottovalutato finora una legge che, per certi versi giusta, sta facendo più danni dell'alcol stesso. Se volete togliervi la curiosità di cosa potrebbe succedervi per un "semplice controllo" da parte delle forze dell'ordine, leggetemi su http://frittierifritti.blogspot.com/2011/01/ha-inizio-il-calvario.html
    Auguri!

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  9. A me, personalmente, tocca moltissimo quello che le è capitato. Il suo stupore, però, è del tutto ingiustificato e le spiego perché: già il titolo di questo post la dice lunga su come la pensiamo "tra mito e leggenda c'è spazio per disinformazione e insicurezza (stradale)". Ma se lei si prende il tempo per esplorare il nostro sito, soprattutto tra gli editoriali e le inchieste, vedrà che il nostro pensiero è semplice: chi guida, a qualsiasi categoria professionale, sesso o religione appartenga, non deve bero. La sottovalutazione della legge, da parte sua, non è che il frutto del 70esimo intervento di modifica al CDS dal 1992 ad oggi. Sul fronte dell'alcol, visto che lei usa l'esempio personale, le illustro il mio: l'8 agosto 2003 io e mia moglie, in moto, siamo stati centrati da un altro motociclista in stato di ebbrezza, che imboccò contromano una strada di una certa regione. Sono stato 13 giorni in coma e sia io che mia moglie portiamo ancora oggi i segni di quella sottovalutazione. Se vuol leggere cosa potrebbe succederle quando uno ebbro incrocia la sua strada, mi legga su: http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=270&cat=&sezione=Articoli&pubblicazione=26.01.2004.
    Come vede, dalla data di pubblicazione, io ci sono passato prima di lei e in un attimo un ebbro mi ha tolto tutto. 14 mesi tra ospedale e casa, 4 interventi (mia moglie 6).
    Auguri a lei.

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  10. A Maniago, città bellissima dove lavoro, situata ai piedi di una montagna, vi è una strada in salita, con un muro di contenimento a lato banchina. Questa strada, porta ad una galleria che si chiama "Bus del Colvera" e collega il Comune di Maniago, con il Comune di Frisanco.
    Proprio sul muro in questione, ignoti hanno scritto a caratteri cubitali in nero "I VOSTRI ETILOMETRI, NON FERMERANNO LA NOSTRA SETE". Altri ignoti, hanno scritto sotto in rosso "MA I MURI SI".
    I cittadini mi chiedono spesso cosa comporti sotto il profilo penale ed amministrativo, la guida in stato di ebrezza e dalle loro domande, capisco che l'unica informazione che hanno, la prendono leggendo i giornali, guardando la TV o la carpiscono durante le conversazioni fra amici e conoscenti. Io, per quel poco che riesco a fare, cerco sempre di invogliarli a consultare 2 siti internet. Il primo è quello del Ministero della salute. Il secondo è quello dell'A.S.A.P.S. .
    Spiace leggere delle conseguenze patite da pier58. Sono sincero e non voglio fare sarcasmo. Mi sento però personalmente di appoggiare più le considerazioni di Lorenzo Borselli. Mi rendo conto che non è facile riprendere il corso normale della vita, avendo perso il lavoro, la patente e la vettura (magari nuova oppure l'unica della famiglia), per aver sottostimato la possibilità, unica e sfortunata, di essere controllato proprio quell'unica volta che aveva "esagerato".
    Io le auguro di superare tutto e Mi auguro che abbia una famiglia che la supporti. Io spero altresì che lei sia in salute fisica e vorrei che lei considerasse che, il controllo che le ha portato via patente, auto e di conseguenza lavoro e tranquillità, le abbia lasciato la salute. Con quella riparta più forte di prima. Potrebbe aver gabbato il controllo, ma causato un sinistro, ed allora si che le lacrime non sarebbero bastate.
    Io sto assistendo persone che hanno perso la salute. Non c'è più nessuna battaglia da fare. Lei consideri tutto quello che vuole del suo caso e se ritiene di aver subito angherie e soprusi, porti avanti la sua battaglia. Se ha bisogno di sostegno psicologico, facendo una ricerca su internet, troverà numerose associazioni che, gratuitamente e su buona parte del territorio nazionale, forniscono supporto psicologico e assistenza morale qualificata, se non ritiene di appoggiarsi al SERT o non ha la possibilità economica di rivolgersi ad uno psicologo.
    Sono sincero. Aver letto l'articolo del giornalista, mi ha fatto solo venir appetito.

    Germano

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  11. Grazie Germano per la tua splendida partecipazione a questo dibattito. Grazie davvero.

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