"Caro Stefano hanno liberato uno dei due delinquenti che ti hanno ammazzato.
Lui per gratitudine è andata a fare una rapina. Dai non te la prendere, lo sai che qui va così! Ora speriamo non liberino anche l'altro ergastolano"
Libero Michele D'Ambrosio l'omicida di Stefano Biondi condannato a
14 anni di reclusione per la morte dell’agente della Polstrada al casello A1 di Reggio, in regime di semilibertà mette a segno una rapina a Bologna
Lui per gratitudine è andata a fare una rapina. Dai non te la prendere, lo sai che qui va così! Ora speriamo non liberino anche l'altro ergastolano"
Libero Michele D'Ambrosio l'omicida di Stefano Biondi condannato a
14 anni di reclusione per la morte dell’agente della Polstrada al casello A1 di Reggio, in regime di semilibertà mette a segno una rapina a Bologna
Caro Stefano,
scusaci ma dobbiamo darti una notizia, ma tu certamente da lassù la sai gia. E' lo stesso. Vorrà dire che la diamo agli altri che sono ancora qua con noi e magari non l'hanno saputo.
Sì Stefano uno di quei due trafficanti di droga che ti hanno ammazzato travolgendoti con quella triste Porsche nera piena di cocaina in quel maledetto 20 aprile 2004, a Reggio Emilia, Michele D'Ambrosio (che beffa porta pure il nome del patrono della Polizia!!) è già fuori. Tu lo sapevi vero? Noi no. Eravamo rimasti al fatto che era stato condanno a 14 anni. Mi pare che ne siano passati solo 6 e lui, il correo nel tuo omicidio, è già fuori in semilibertà!! Incredibile! E per gratitudine cosa ha fatto? Ma dai che lo sai Stefano! E' andato a fare una rapina no? Cosa vuoi che facesse? Del lavoro di utilità sociale? Anche questa volta al D'Ambrosio però è andata male. Dopo la rapina nella gioielleria di Bologna armato di pistola Beretta 9x21 (arma da guerra) si è dato alla fuga in moto, ma i tuoi bravi colleghi della Volante bolognese lo hanno intercettato e catturato. Speriamo rimanga ancora per un po' in galera, però lo sai Stefano non possiamo promettertelo, scusaci, ma proprio non possiamo!! Qui non vigono le leggi della giustizia divina, qui vigono le leggi della giustizia terrena, per di più italiana!
scusaci ma dobbiamo darti una notizia, ma tu certamente da lassù la sai gia. E' lo stesso. Vorrà dire che la diamo agli altri che sono ancora qua con noi e magari non l'hanno saputo.
Sì Stefano uno di quei due trafficanti di droga che ti hanno ammazzato travolgendoti con quella triste Porsche nera piena di cocaina in quel maledetto 20 aprile 2004, a Reggio Emilia, Michele D'Ambrosio (che beffa porta pure il nome del patrono della Polizia!!) è già fuori. Tu lo sapevi vero? Noi no. Eravamo rimasti al fatto che era stato condanno a 14 anni. Mi pare che ne siano passati solo 6 e lui, il correo nel tuo omicidio, è già fuori in semilibertà!! Incredibile! E per gratitudine cosa ha fatto? Ma dai che lo sai Stefano! E' andato a fare una rapina no? Cosa vuoi che facesse? Del lavoro di utilità sociale? Anche questa volta al D'Ambrosio però è andata male. Dopo la rapina nella gioielleria di Bologna armato di pistola Beretta 9x21 (arma da guerra) si è dato alla fuga in moto, ma i tuoi bravi colleghi della Volante bolognese lo hanno intercettato e catturato. Speriamo rimanga ancora per un po' in galera, però lo sai Stefano non possiamo promettertelo, scusaci, ma proprio non possiamo!! Qui non vigono le leggi della giustizia divina, qui vigono le leggi della giustizia terrena, per di più italiana!
Intanto l'altro assassino quello che era al volante della Porsche che ti ha travolto e massacrato, sì lui Fabio Montagnino, (lo so che non vuoi ricordarlo quel criminale, scusami…) condannato all'ergastolo con pena definitiva, per fortuna è ancora (per il momento) dentro.
Mi vengono però ora in mente le parole della sua mamma in quel cortile del tribunale di Reggio Emilia quando fu condannato all'Ergastolo e incrociò la Tua Mamma, la nostra Loredana con Papà Luciano e la tua Sorella Marzia. Di fronte alla umana soddisfazione per quella condanna, che miscelava appena un po' il dolore dei tuoi familiari, la donna con fare di sfida si rivolse a Loredana dicendo: "Godete, godete, ma vedrete presto mio figlio sarà fuori e il vostro rimarrà sotto terra".
Non so ancora come facemmo a trattenere tua Mamma, era diventata giustamente una furia, una tigre! Oggi quelle parole mi fanno venire i brividi Stefano. Però, dai, non perdiamo la fiducia, speriamo che quel tuo assassino rimanga per sempre dentro. Se però tu ci dessi una mano ad illuminare le menti di chi applica la giustizia te ne saremmo grati.
Le cronache da quaggiù Stefano si fermano qui. Il D'Ambrosio dopo la sua gita con rapina è tornato dentro, i tuoi colleghi lo hanno subito acciuffato. Bravi (dì la verità, ma una mano gliela hai data anche tu vero...?).
Ciao Medaglia d'Oro al Valor Civile, noi del team Asaps, i tuoi colleghi di Modena Nord e tutti gli altri che in divisa e senza divisa, ti hanno voluto bene ti abbracciamo e ti chiediamo scusa per quello che è successo. Ma tu lo sai come vanno le cose qui dai...
Giordano Biserni
PS: Ma anche Su da te i Capi pensano veramente che certi delinquenti possano redimersi??
Leggi l’articolo della Gazzetta di Reggio
Leggi l'articolo di Michele Rinelli su Poliziotti.it
Leggi tutti i nostri articoli:
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=944&cat=&sezione=Editoriali&pubblicazione=18.02.2005
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=12259&cat=&sezione=News&pubblicazione=09.02.2007
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5849&cat=&sezione=News&pubblicazione=20.01.2006
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5816&cat=&sezione=News&pubblicazione=18.01.2006
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5309&cat=&sezione=News&pubblicazione=13.02.2005
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5316&cat=&sezione=News&pubblicazione=11.02.2005
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=7262&cat=&sezione=News&pubblicazione=30.04.2004
Mi vengono però ora in mente le parole della sua mamma in quel cortile del tribunale di Reggio Emilia quando fu condannato all'Ergastolo e incrociò la Tua Mamma, la nostra Loredana con Papà Luciano e la tua Sorella Marzia. Di fronte alla umana soddisfazione per quella condanna, che miscelava appena un po' il dolore dei tuoi familiari, la donna con fare di sfida si rivolse a Loredana dicendo: "Godete, godete, ma vedrete presto mio figlio sarà fuori e il vostro rimarrà sotto terra".
Non so ancora come facemmo a trattenere tua Mamma, era diventata giustamente una furia, una tigre! Oggi quelle parole mi fanno venire i brividi Stefano. Però, dai, non perdiamo la fiducia, speriamo che quel tuo assassino rimanga per sempre dentro. Se però tu ci dessi una mano ad illuminare le menti di chi applica la giustizia te ne saremmo grati.
Le cronache da quaggiù Stefano si fermano qui. Il D'Ambrosio dopo la sua gita con rapina è tornato dentro, i tuoi colleghi lo hanno subito acciuffato. Bravi (dì la verità, ma una mano gliela hai data anche tu vero...?).
Ciao Medaglia d'Oro al Valor Civile, noi del team Asaps, i tuoi colleghi di Modena Nord e tutti gli altri che in divisa e senza divisa, ti hanno voluto bene ti abbracciamo e ti chiediamo scusa per quello che è successo. Ma tu lo sai come vanno le cose qui dai...
Giordano Biserni
PS: Ma anche Su da te i Capi pensano veramente che certi delinquenti possano redimersi??
Leggi l’articolo della Gazzetta di Reggio
Leggi l'articolo di Michele Rinelli su Poliziotti.it
Leggi tutti i nostri articoli:
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=944&cat=&sezione=Editoriali&pubblicazione=18.02.2005
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=12259&cat=&sezione=News&pubblicazione=09.02.2007
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5849&cat=&sezione=News&pubblicazione=20.01.2006
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5816&cat=&sezione=News&pubblicazione=18.01.2006
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5309&cat=&sezione=News&pubblicazione=13.02.2005
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=5316&cat=&sezione=News&pubblicazione=11.02.2005
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=7262&cat=&sezione=News&pubblicazione=30.04.2004

Non ho parole! Da vergognarsi ad essere italiani.
RispondiEliminaHai reso perfettamente l'idea di questa ennesima scandalosa vicenda tipicamente italiana!
Spero che molti leggano il tuo articolo che ho condiviso immediatamente sul mio profilo.
Un grazie a te e un saluto ai poveri genitori del tuo collega.
Marco Gabbuggiani
Grazie a te Marco. Il nostro paese è alla deriva: una condanna a 14 anni per l'omicidio di un poliziotto si sconta così: a casa dopo nemmeno 6 dal delitto e dopo tre anni dalla cassazione. le persone come te possono fare la differenza, ora, facendo sentire la loro voce.
RispondiEliminaE' semplicemente vergognoso! C'E' ancora chi dice che bisogna aver fiducia nella giustizia. Io vorrei che certe perdite toccassero le persone che permettono questo. Un pensiero ai veri eroi di questa povera Italia. Marco D'Aurizio
RispondiEliminaStefano, eri un bravo poliziotto ed un grande amico.
RispondiEliminaPurtroppo chi ti ha ucciso al solito non ha pagato per questo tremendo crimine, e magari già se la ride.
I sentimenti di vendetta non sono mai belli, ma se potessi averli tra le mani...
Ci manchi tanto carissimo, se puoi veglia su di noi.
Dimitri
Ciao Dimitri, grazie della tua partecipazione. Ricordo come lo venisti a sapere, mi brucia ancora.
RispondiEliminaMi vengono i brividi...
RispondiElimina"Mi vengono però ora in mente le parole della sua mamma in quel cortile del tribunale di Reggio Emilia quando fu condannato all'Ergastolo e incrociò la Tua Mamma, la nostra Loredana con Papà Luciano e la tua Sorella Marzia. Di fronte alla umana soddisfazione per quella condanna, che miscelava appena un po' il dolore dei tuoi familiari, la donna con fare di sfida si rivolse a Loredana dicendo: "Godete, godete, ma vedrete presto mio figlio sarà fuori e il vostro rimarrà sotto terra".
Leggete l'articolo di Michele Rinelli, su Poliziotti.it: l'ha acchiappato lui. E io, a nome di tutti noi, gli dico "k, grazie!!!"
RispondiEliminaQui non vigono le leggi della giustizia divina, qui vigono le leggi della giustizia terrena, per di più italiana!
RispondiEliminaCito questa frase perchè centra esattamente il problema.
Che non sono, come cerco di spiegare in altro (lunghissimo) post, coloro che la legge la applicano, ma chi le leggi le crea.
Altrimenti si finisce a ragionare come quelli che se la prendono col poliziotto che li multa perchè è uscita la legge assurda che tutti dobbiamo avere il cappello con la visiera rossa e uno la usa verde. Il folle è il poliziotto che applica la legge o chi la legge l'ha votata?
Fabio Sergio
Gia affermato da Michele Rinelli nel suo articolo... ribadisco... "come possiamo tollerare che questo sistema continui a tutelare, in proporzione, molto di più la vita di questi balordi che quella dei propri poliziotti?", a mio modo di vedere è inconcepibile, eppure è cruda realtà!! ignobiltà tutta italiana dove chi commette reati anche gravi è libero di far ciò che vuole e chi invece rispetta sempre la legge è deriso e NON TUTELATO!! queste notizie dovremmo averle nelle prime pagine dei giornali, invece leggiamo... il nulla, articoli senza senso sugli argomenti più curiosi e disparati!
RispondiEliminaun grazie è doveroso infine, a tutti coloro si adoperano per mantenere quel minimo di legalità rischiando ogni giorno la propria vita... nonostante tutto.
Non ho parole... rimango semplicemente allibito.
RispondiEliminaQuesti sono i frutti del troppo garantismo.
E magari se una divisa "eccede" legittimamente... tutti pronti a scagliarsi contro!
Non, davvero, non ho parole.
Siamo ormai arrivati al conto.
E guarda a caso, però, queste notizie non vengono mai sparate in prima pagina al contrario di cognati e di ville a Montecarlo ed Antigua.....
In simili circostanze mi vergogno di essere Italiano.
...Un nodo alla gola.... di quelli che ti strozzano e che che impediscono ai pensieri di trasformarsi in parole!!
RispondiEliminaUn abbraccio ai familiari di Stefano , affinché sappiano di non essere soli nel perpetuarsi di un ingiusto dolore.
Parlo sempre di te qui al sud, tra i miei colleghi della polizia municipale...di quel ragazzo col cuore grande che ha amato infinitamente il suo lavoro con una meravigliosa famiglia.....
RispondiEliminaRacconto del dolore di tua madre, della sua continua lotta per la giustizia che però oggi sembra non esistere.
Nel leggere questa notizia ho un nodo in gola, che delusione per tua madre che ne ha dovute sentire tante brutte cose su di te da quelli che volevano scagionarsi dalle accuse!!!!
Ho la tua foto nel mio portafogli, come fosse un santino e allora come un santo ti prego di mettere una buona parola lassù affinchè di giustizia su questa terra ce ne sia una sola, quella vera!!!
Veglia su tutti noi...lo so che già lo fai!!!
Cristina Pandolfo
E' difficile avere fiducia nella giustizia in Italia; il garantismo protegge più chi delinque che le vittime. Eppure c'è chi vuole togliere strumenti d'indagine come le intercettazioni. Questo non è un paese dove è facile avere giustizia: per chi è rimasto sotto le macerie di una casa, per chi ha visto sparire i suoi risparmi, per un poliziotto che ha dato la vita.
RispondiEliminaMa un paese senza giustizia è un paese alla deriva: la libertà così diventa una parola svuotata di significato. Significa solo impunità: per chi uccide un poliziotto come per chi ruba milardi dello Stato. Un saluto a tutti quelli che sono ancora come Stefano, nonostanteb tutto.
La giustizia degli uomini è imperfetta, ma il tuo ricordo e ciò che esso trasmette, superano lo sconforto e la delusione. Voglio pensare a te caro collega Stefano, come un'entità ancora vivente nei nostri cuori, e che ci possa essere sempre da sprone a compiere il nostro dovere.
RispondiEliminaVERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA
RispondiEliminaSolo in Italia avvengono certe cose. Sicuramente se a morire fosse stato il figlio o figlia di un magistrato o di un noto politico, questi maledetti delinquenti si facevano l'ergastolo.
Un abbraccio a tutti
Cosa dire? Sono amareggiato e molto dispiaciuto.Un bravo Agente di Polizia non c'è più,mentre il suo carnefice è fuori....Poi catturato nuovamente per un'altro reato.Oltretutto quello che ha detto una Mamma ad un'altra Mammma....Ma cosa bisogna fare?Io ormai sono in congedo,diciamo che ero una Guardia Giurata,ma molto tempo fà avevo vinto sia il concorso nell'Arma dei Carabinieri,che in Polizia...Pur vincendoli non mi hanno preso lo stesso.Ho tanto rammarico per questo,ma mi dico sempre che doveva andare così per me.D'altro canto sono sempre partecipe a tutto quello che fanno i miei colleghi,perchè io mi sento un vostro collega,non un'autista di autobus.Sono vicino alla Famiglia di Stefano,potessi fare qualcosa la farei.E come se fosse morto un Fratello,perchè tutt'oggi i miei Amici sono in Polizia;nei Carabinieri;nella Finanza....Bisognerebbe cambiare tante cose in questo nostro paese,bello si,ma martoriato da tutte queste infamie fatte da scellerati senza alcuna coscienza....Sono con Voi,sempre,con la Famiglia dello sfortunato Agente,con Voi della Stradale,della Volante,della Mobile,e tuuti quei reparti che contrastano il crimine organizzato e non.....Ma sono molto deluso,per come vanno le cose,demotivando gli operatori di Polizia.Se poi dopo il danno anche la beffa!!!!
RispondiEliminaVERGOGNA è quella che provo io; si io che indosso una divisa; si io servo una "stato" che non rispetta nemmeno i propri figli morti. Oggi si parla solo di Politica il resto non conta. Continuando così non ci sarà più bisogno di noi ci saranno solo politici e magistrati. W l'Italia onore ai caduti sempre
RispondiEliminaPurtroppo in questo luogo vige la giustizia terrena che, come già detto, non è perfetta.
RispondiEliminaMa certamente il nostro caro amico (io non lo conoscevo ma è cmq mio amico) vorrebbe ancora essere su questa terra imperfetta e invece non ci può più essere perchè due criminali un maledetto giorno di sei anni fa hanno deciso di toglierlo da questa terra e portalro via all'affetto di tutti i suoi cari.
L'ergastolo a chi guidava ed ha investito Sergio e 14 anni a chi era seduto al suo fianco credo siano pene "giuste", parlo di pene terrene......, ma non credo che affinchè il primo sconti il suo ergastolo ed il secondo scontasse i suoi 14 anni ci sia bisogno di una giustizia e di un mondo perfetto, basterebbe tenerli in galera per tutta la durata della pena. Come si fa a concedere tanto a certa gente? Allora questa giustizia c'è tanto per starci!, è una certezza che in poco tempo si trasforma in certezza della non pena in proporzione a quello che si è commesso!?, Allora in certi momenti mi viene da urlare W l'America della iniezione letale e W W W W lo stato di polizia che il Sindaco Giuliani volle a New York per contrastare la criminalità, cioè W la giustizia violenta e W la polizia violenta, ma questo non lo penso io, lo pensano tanti in questa nazione allora mi rivolgo a te Stefano, illumina questa gente che ci guida prima che sia tardi e si arrivi alla giustizia fai da te.
"Godete, godete, ma vedrete presto mio figlio sarà fuori e il vostro rimarrà sotto terra", parole ignobili pronunciate da chi non poteva che generare un criminale, ma cmq per quello che può valere, sotto terra ci abdremo prima o poi tutti quanti.
Concludo che l'unica utilità sociale che da un criminale incarcerato si potrebbe avere sarebbe quella di fargli scontare il massimo della pena in una cella, magari fredda e buia, in modo che sia da monito per altri come lui.
Scusate la lungaggine
Salve a tutti, sono un Assistente della Squadra Volante di Torino, capo equipaggio da circa 5 anni dopo quasi 3 alla Stradale di Arona (NO), ove sono stato assegnato dopo aver fatto i 2 anni di ausiliario. Il mio periodo da "stradalino" è durato poco, tanto quanto è bastato a farmi affezzionare da subito alla Specialità della Polizia Stradale che amo tuttora ed alla quale sono rimasto legato a vita. Ora presto servizio in un altro reparto, che amo alla pari ed al quale ho sempre sognato di appartenere così come credo lo volesse il nostro COLLEGA Stefano, ucciso da due malviventi durante il servizio. Proprio per questo, perchè io amo il mio lavoro ed il mio attuale incarico e capisco lo stato d'animo di tutti i colleghi e non, ringrazio chi ha pubblicato l'articolo su quanto accaduto ad uno dei responsabili della morte di Stefano. Così da far capire che probabilmente chi sbaglia deve pagare, ma fino in fondo senza sconti, come noi paghiamo con la vita sulla strada e durante i molteplici interventi, di qualsiasi natura essi siano. Un abbraccio alla famiglia del Collega alla quale voglio dire che noi ci siamo e vi pensiamo, non curatevi di quello che ha detto la madre del delinquente perchè a lui non lo considera nessuno...non penso che gli abbiano scritto. Un abbraccio fraterno da una persona vicina al vostro Dolore che qualcuno ha voluto, forse ingenuamente, far riaffiorare liberando un assassino.
RispondiEliminaIncommentabile, c'è da vergognarsi, non ci sono parole, questa è la tanto decantata certezza della pena di cui tutti i nostri politici e dico tutti nessuno escluso puntualmente ad ogni triste evento criminoso ci si riempono la bocca!! Basta siamo stanchi di essere presi in giro, un po di rispetto per tutti. Spero davvero che dall'alto il Nostro Stefano posssa illuminare questi "Artisti" i quali sempre più conquistano la nostra stima.
RispondiEliminache commento possiamo lasciare... Quando escono queste notizie mi cadono le braccia, lo spirito e mi vengono pensieri che non sono propri della mia educazione, del tipo: ma con quella moto non si poteva schiantare su un bel muro o finire addosso ad un guardrail??? Almeno la mammina che proferì quelle parole indegne anche per un animale, avrebbe capito cosa significhi perdere un figlio...
RispondiEliminalasciamo stare per un attimo la vergogna: qui c'è un problema di leggi. Parlo soprattutto di procedura penale e di certezza della pena. Tra indulto e attenuanti varie, il tizio - anche se non avesse violato nuovamente la legge - avrebbe terminato la propria pena al massimo fra tre anni. Convenite con me che è il caso di rivedere questo assurdo sistema che finisce col punire maggiormente chi ruba una mela piuttosto che ci ammazza il contadino che la coltiva?
RispondiEliminaCome non convenire, Lorenzo?
RispondiEliminaLei dice una cosa sacrosanta e cioè che questo tizio avesse o no violato di nuovo la legge ed prescindere dal fatto se fosse stato preso o meno è uno che con il suo compare non ha avuto alcuno scrupolo ad ammazzare volutamente un uomo, ha quindi dimostrato già a monte il suo disprezzo per la vita umana altrui.
In casi come questi già è un altissimo segno di civiltà la concessione di enormi baluardi di garanzia durante tutte le fasi del processo ante emanazione di sent. ultima e definitiva.
E' giusto che sia così, ma poi la pena la devi scontare in pieno, chi non rispetta la vita umana, i valori fondamentali della società civile non può poi godere anche di premi e sconti perchè meriterebbe di essere recuperato...
Eppoi perchè questa società dovrebbe spendere soldi e esporsi a gravissimi rischi per recuperare un criminale senza scrupoli, non dimentichiamo che se ne contano a decine di soggetti che nel "periodo di recupero" hanno commesso crimini molto gravi come violenze sessuali, omicidi, rapine ecc.
Caro Stefano, mi unisco a questa lettera a te indirizzata perchè, seppure vesto la divisa dei "cugini" Carabinieri, cerco di svolgere comunque al meglio ciò che ci hanno insegnato...
RispondiEliminaA te purtroppo è "andata male", ma sicuramente è andata peggio a chi, come tua mamma, ha dovuto subire ulteriormente un dolore atroce di sentirsi dire l'amara VERITA' italiana e cioè che la Giustizia, da noi, NON è uguale per tutti!
Ogni tanto, se ti capita, dai un'occhiata quaggiù e tienici un po' compagnia in servizio...
Un abbraccio a te ed ai tuoi cari!
Mauro (GO)
Proprio qui voglio arrivare: qualcuno potrebbe obiettare che, alla condanna avuta per i reati accertati in occasione dell'omicidio di Stefano, il delinquente arrestato da Michele aveva avuto un ruolo minore. Mi spiego: non guidava, guidava l'altro. Però era con lui e la condotta che pose in essere in quell'occasione, la somma di reati che perpetrò insieme al conducente di quella Porsche ebbe come fatto culminante l'assassinio del nostro collega. Cerco di essere il più obiettivo possibile: secondo me la pena avuta è ridicola, proprio perché al netto dei vari tagli e conteggi vale meno della metà. Comunque, dovendo accettare il fatto che ad una prima condanna possano essere concessi certi benefici, ora il suo atteggiamento meriterebbe l'ergastolo no? Non sarebbe l'ora che la legge si cambiasse prevedendo il raddoppio di pene in caso di recidiva?
RispondiEliminavergogna solo vergogna .....i COLLEGHI DI Stefano
RispondiEliminaIndignazione e rabbia sono le reazioni più immediate nel leggere fatti di cronaca di tal genere. Non condivideremo mai provvedimenti di alleggerimenti di pena" per delinquenti e assassini conclamati. Quando ci si renderà conto che la stragrande maggioranza dei reati, dai minori (trasgredire talune norme del C.ds.) alle azioni più gravi (ammazzare la gente) vengono commesi con la consapevolezza che non esiste la c.d. certezza della pena?
RispondiEliminatutto il mio affetto per la famiglia dell'agente e la mia vicinanza e simpatia per tutte le forze dell'ordine per quello che fanno per la nostra Società.
Franco Bernardi
Il raddoppio della pena in caso di recediva credo sia un punto fondamentale e sacrosanto, come lo è per il neo patentato il rischio di beccarsi il doppio delle sanzioni, dei punti tolti ecc. ecc. è giusto che chi commette reati penali (a maggior ragione) debba beccarsi perlomeno il raddoppio della pena... addirittura i francesi con legge approvata pochi giorni fa revocano la nazionalità nel caso di omicidio di un pubblico ufficiale!!
RispondiEliminaIn alcuni stati degli USA, dei quali non invidio affatto la pena di morte (e sottolineo "non"), esiste un meccanismo per il quale al terzo reato analogo si va in carcere a vita. Con i dovuti limiti, io sarei per una misura di questo tipo: personalmente ho arrestato un rapinatore che era già stato arrestato molte altre volte (mi sembra 11) per reati analoghi...
RispondiEliminaIl problema, "dicono", è che in Italia c'è il sovraffollamento delle carceri e con questa scusa si attuano benefici, come gia ampiamente descritto sopra, per rimettere in circolazione figure spregievoli ed inutili per la società... quando a mio avviso, se questo è realmente il problema, basterebbe farli lavorare per lo stato (es. cura e messa in sicurezza delle strade, edificazione alloggi sociali ecc. ecc.) con tanto di braccialetto elettronico fino a che non hanno ripagato tutti i danni causati dal loro comportamento maldestro!!
RispondiEliminae comunque il ri-arrestare un delinquente 11 o più volte è inammissibile per la popolazione onesta ed un costo per la società... ma non per i nostri politici!!
Oggi è stata pubblicata un ennesima classifica internazionale che vede il nostro paese oltre la 60° posizione dopo il Ruanda in termini di corruzione nella Pubblica Amministrazione. Detto questo, detto tutto.
RispondiEliminaGianfranco Ferraro
leggete qua:
RispondiEliminahttp://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2010/10/25/404617-madre_stefano_biondi.shtml
Scusate, sarò scarsa di parole che possano redimere, anche se oggi la parola più usata è perdonare...ma cosa?
RispondiEliminaIo dico vergogna e dolore.
Vergogna, per una legge che con tanta facilità rimette in gioco criminali...
Dolore, dei familiari, dei colleghi, dei cittadini onesti che tanto hanno sofferto per la morte di chi tutti i giorni compie il suo dovere in onestà.
Vergogna per una mamma che insulta il dolore più atroce che un'altra possa passare.
Dolore mio, per essere italiana, in una Italia che non mi rappresenta più. Paola.
Michele Rinelli ha detto...
RispondiEliminaLa rieducazione del detenuto è un principio che non è assolutamente condannabile il problema è chi vuole davvero rieducarsi ?
Il concetto che la norma vorrebbe attuare pare che non stabilisca il confine di chi vuole o non vuole pur se appare evidente che è insita nella natura umana il fatto di volersi redimere o no(il famoso libero arbitrio).
Le carceri sono delle vere e proprie università del crimine dove i detenuti si scambiano esperienze e creano sodalizi; certo non tutti sono come Michele D'Ambrosio ma di certo sono tanti e la cronaca ne è piena!
E' inaccetabile che un condannato di quel calibro sia già fuori e sia sopratutto lasciato libero di fare, praticamente.
La rieducazione passa sicuramente anche da questo genere di esperienze, la semilibertà intendo, ma gli errori di valutazione dei tribunali di sorveglianza cominciano ad essere un po troppi facendo apparire evidente che nella legge di sicuro qualcosa non va....perchè non dimentichiamocelo:questi giudici non fanno nessun abuso e nessuna concessione perchè è tutto a norma di legge!
....insomma c'è più di qualcosa da rivedere!
questa è l'Italia. che vergogna! ad un operatore delle Forze di Polizia si chiede di tutto: di saper fare bene il suo lavoro, di aggiornasi (senza risorse), di tutelare i politici che fanno queste leggi ed i magistrati che le applicano nella maniera più permissiva possibile; anche a rischio dela propria vita e per uno stipendio inadeguato. I rappresentanti delle caste politiche e giudiziarie invece sono super protetti, con stipendi oltre ogni linea di decenza e con privilegi quasi nobiliari, da da ancien regime. Cosa dire.... ONORI a Stefano.
RispondiEliminaL'Italia...che strano paese...una nazione in cui i giovani come ideale hanno Corona e le veline, uno stato in cui gli appartenenti alle forze di Polizia...tutte, indistintamente...devono ogni giorno fare i conti con delle leggi pessime applicate ancor peggio!Quante volte a fine turno ci siamo resi conto di quanto vano sia stato il nostro lavoro, quanti sorrisi di sfida e sprezzanti abbiamo visto sui volti dei delinquenti che uscivano dal portone principale, quante volte abbiamo dovuto trattenere l'istinto di......perchè altrimenti ci abbasseremmo al loro livello, però quando leggi certe cose ti chiedi.... "Ma che senso ha....perchè ogni giorni mi infilo una divisa che ormai non viene rispettata più nemmeno dagli organi dello stato, perchè ogni giorno metto in gioco la mia vita, la mia persona, rischiando di non rivedere la mia famiglia"....quanti si sono fatti questa domanda, quanti di noi....e se pensassimo allo stipendio poi...mentre i politici con le loro corti se la spassano con stipendi faraonici, favori degni di una casta....ma nessuno pensa che se NOI, coloro i quali contrastano ogni giorno in mezzo alla starada la delinquenza piccola e grande, se noi smettessimo di fare il nostro mestiere, se ci arrendessimo, l'Italia andrebbe a rotoli, ma in questa Italietta del "bonga bonga" certo è più importante sapere cosa accade nella casa del Grande Fratello...mentre EROI come Stefano muoiono in mezzo ad una starda!!!! Vergogna.........è quello che provo ad essere Italiano!!!
RispondiEliminaPoco fa un anonimo ha lasciato in questo post un commento particolare, che abbiamo deciso di non pubblicare.
RispondiEliminaNessuna offesa, ma precise allusioni alla personalità dell'uomo condannato per i reati connessi all'omicidio di Stefano.
Si dicono cose degne di molta attenzione che però, in assenza di una firma e di un modo valido per risalire all’autore del commento, restano parole al vento.
Noi dello staff di Asaps siamo stati tutti amici di Stefano. Ma al di là di ciò che lega noi a Lui, abbiamo dei doveri che sentiamo propri. Il moderatore di questo blog è in servizio operativo e, dunque, ha obblighi ben precisi.
Peraltro, anche questo lo dobbiamo affermare con chiarezza: è vero che un sentimento di rancore personale è ancora troppo vivo in noi per affrontare serenamente una discussione sulla persona che ci ha ammazzato un amico e collega, ma noi con iniziative come questa protestiamo vibratamente contro un sistema che consente, a persone condannate in via definitiva per delitti così gravi, a tornare in libera circolazione in tempi così brevi.
Per questo, se l’anonimo intende essere davvero d’aiuto alla causa della Giustizia (quella con la “G” maiuscola), dica con maggiore precisione ciò che sa e, se può, ci dia anche la possibilità di interloquire con lui.
Con la preventiva e ovvia premessa che se riferirà in ordine a reati, dovremo comportarci di conseguenza.
Grazie
conati... solo conati...
RispondiEliminaperò è anche vero che queste notizie forse ci spingono ad andare avanti e non mollare.. nonostante tutto...
un "bravi" ai colleghi della volante che lo hanno catturato...
non dimentichiamo Stefano e tutti gli altri colleghi che da lassu ci danno una mano..
Giancarlo
Spero che almeno adesso questom essere sconti i suoi 14 anni al buio.
RispondiEliminaL'unica cosa che mi viene in mente in questo momento è: che schifo di giustizia, che schifo di uomini, che schifo e basta!! Tutto ciò non è altro che l'ennesima riprova della mancanza assoluta della minima legalità. Sillogismi di cui si nutrono i Giudici e Magistrati, e ancor peggio i Politici. Forse da lassù tutto questo Stefano ti passerà inosservato! Forse lassù caro Stefano l'unico Tribunale è quello di Dio. Pregate uomini, perchè lassù non esiste appello. Ciao Stefano.
RispondiEliminaSandro Di Nino
Brig. CC
La rieducazione alla Cayenna!Finchè non verrà istituita una struttura simile tutta italiana sarà sempre peggio!Il resto son parole al vento...far lavorare duro senza sconti e benefici per rieducare.Ma occorre che la massa si svegli!!!
RispondiEliminaSì, Luca, comprendo il tuo pensiero. Ma io mi accontenterei di una pena scontata... 14 anni, per un fatto come quello che ha visto morire il nostro Stefano, sono pochi. Se uno ne fa meno di metà, poi, è una presa per il @@@@...
RispondiEliminaNO COMMENT.
RispondiEliminaCiao Stefano.
Carissimo Lorenzo B.,
RispondiEliminaho notato che hai cancellato il commento che ho pubblicato.Hai elencato delle veloci motivazioni, apparentemente valide,ma che personalmente non condivido.
La scelta di censurare ciò che ho scritto è arbitrariamente tua, perciò possiamo definire che il diritto degli altri di leggere in libertà i commenti di tutti e scrivere in modo anonimo viene a mancare.
Se tutto ciò che viene scritto deve essere filtrato e l'approvazione di contenuti senza termini offensivi o politici,deve comunque passare dalla tua decisione,non vedo quale sia lo scopo di tenere un blog pubblico.
Buona giornata.
Carissimo Anonimo,
RispondiEliminase sei quello che penso io, leggi bene il post, ma fallo con attenzione, e scoprirai perché non ho pubblicato il tuo intervento. Visto che scrivi cose piuttosto precise e circostanziate, che parlano e mettono in mezzo terze persone, sei pregato di dirci come ti chiami e a che titolo parli. Tenere un blog pubblico non significa mettere a disposizione un muro su cui far scrivere agli altri tutto ciò che vogliono. Da poliziotto, ti dico: presentati e avrai tutto lo spazio che vuoi.
Peraltro, quelle che definisci "veloci motivazioni", sono piuttosto una lunga, accurarata e, soprattutto, chiarissima spiegazione.
Ah: io non sono Lorenzo B. Sono Lorenzo Borselli...
E c'è ancora chi chiede giustizia per Gabriele Sandri.
RispondiEliminaMauro Roma
Tempo fa ho assistito al funerale di un collega deceduto in servizio a seguito di un'incidente stradale.Premetto che questo collega sebbene avesse un futuro ben avviato nel mondo della ristorazione in Germania,aveva comunque scelto la Polizia Stradale. Ricordo il padre, alla cerimonia,nel momento in cui gli veniva consegnato il berretto di ordinanza del figlio morto, la sua unica precisa e lacerante frase è stata:"E DI QUESTO COSA ME NE FACCIO?". Di tutte le persone al momento presenti non ottenne risposta ma solo un gelido e formale commiato.A distanza nel tempo il suo ricordo si è affievolito e sulla sua tomba sono nate le erbacce. La sua famiglia ha dovuto battagliare non poco per una pensione dignitosa.Una riflessione,non illudetevi mai con la frase "siete il fiore all'occhiello" ma svolgete il vostro lavoro con competenza e lealtà anche in ricordo di chi ci ha preceduto e ha dato la sua vita per un mondo migliore.
RispondiEliminaPurtoppo la nostra giustizia fa acqua da tutte le parti, processi che durano una eternità e mancanza estrema della certezza della pena. Abbiano un codice penale che prevede pene severissime ma quando si va a stringere sentiamo solo parlare di "benefici" - arresti domiciliari, affidanento ai servizi sociali, sconti di pena ecc - e nessuno riesce a scontare la giusta pena in carcere anche per rispetto delle vittime dei reati. Tutti i governi che si sono succeduti hanno usato la giustizia come cavallo di battaglia ma rimaniamo sempre ai blocchi di partenza....serve una bella "raccomandazione" per restare in carcere...che schifo!!!!!
RispondiEliminaCarissimo Stefano ti ho conosciuto a Modena Nord durante il servizio... ti ho apprezzato nelle serate al mare in compagnia... ti ho pianto quel giorno in quella chiesa gremita...!
RispondiEliminaLa notizia dell'arresto di quel vile mi ha gratificato da una parte (vuol dire che la giustizia Divina esiste) e sconfortato dall'altra (perchè quella terrena e italiana non puo' chiamarsi Giustizia)...
Penso spesso a tua mamma e a quello che ha dovuto sopportare... ma non è sola.. ricordalo...!!
Un abbraccio immenso.
Jacopo
CIAO A TUTTI, IO SONO MARCO, UN CARABINIERE SCELTO CHE FA SERVIZIO IN PROVINCIA DI FIRENZE E DEVO DIRE CHE QUESTA STORIA MI HA TOCCATO SIN DAL PRIMO GIORNO...PURTROPPO QUI E' COSI', ESCI IN SERVIZIO E NON SAI SE TORNI, PER UNO STIPENDIO CHE NON RICOPRE POI IL PERICOLO AFFRONTATO; POI C'E' ANCHE IL FATTO CHE SE NON DOVESSI TORNARE, IL COLPEVOLE DEL TUO "NON RITORNO A CASA" NON RICEVERA' LA GIUSTA "PUNIZIONE" E QUINDI PENSO E MI DOMANDO: "VALE LA PENA RISCHIARE DI NON TORNARE A CASA, NON RIVEDERE MAI PIU' LA TUA FAMIGLIA, IL SORRISO DEI TUOI BAMBINI E DA LASSU' VEDERE I TUOI CARI DISTRUGGERSI DAL DOLORE, MARCATO E RIMARCATO DALLE SUCCESSIVE INGIUSTIZIE DELLA LEGGE ITALIANA? VALE LA PENA RISCHIARE QUESTO PER UNA PAGA EQUIVALENTE AD UNA CENA FATTA DAI "SIGNORONI""??? LA RISPOSTA CHE PERSONALMENTE MI SONO DATO E' CHE SI RISCHIA TUTTO QUESTO PER CERCARE DI CAMBIARE QUALCOSA, PERCHE' OGNUNO DI NOI, NEL SUO PICCOLO, PUO' CAMBIARE QUALCOSA E SE L'IRREPARABILE DOVESSE ACCADERE, MI DISPIACEREBBE SOLAMENTE LASCIARE I MIEI CARI E SAPERE CHE LE LORO LACRIME SARANNO VERSATE INVANO...SONO TRISTI PAROLE MA E' CIO' CHE PENSO. ADDIO CARO COLLEGA, VEGLIA PER NOI TUTTI SE PUOI.
RispondiEliminaMARCO
Ciao Marco.
RispondiEliminaSono sicuro che quella risposta te la sei già data. L'esempio di Stefano Biondi, poliziotto, ma anche di Donato Fezzuoglio, Giorgio Illuminoso, Cristiano Scantemburlo, Roberto Sutera o Andrea Angelucci, Carabinieri, sono la nostra guida, il nostro faro in questo mondo sempre più ostile a un patto sociale che nessuno sembra voler più rispettare.
Alessandro ha detto...
RispondiEliminaCosa dire? Sono amareggiato e molto dispiaciuto.Un bravo Agente di Polizia non c'è più,mentre il suo carnefice è fuori....Poi catturato nuovamente per un'altro reato.Oltretutto quello che ha detto una Mamma ad un'altra Mammma....Ma cosa bisogna fare?Io ormai sono in congedo,diciamo che ero una Guardia Giurata,ma molto tempo fà avevo vinto sia il concorso nell'Arma dei Carabinieri,che in Polizia...Pur vincendoli non mi hanno preso lo stesso.Ho tanto rammarico per questo,ma mi dico sempre che doveva andare così per me.D'altro canto sono sempre partecipe a tutto quello che fanno i miei colleghi,perchè io mi sento un vostro collega,non un'autista di autobus.Sono vicino alla Famiglia di Stefano,potessi fare qualcosa la farei.E come se fosse morto un Fratello,perchè tutt'oggi i miei Amici sono in Polizia;nei Carabinieri;nella Finanza....Bisognerebbe cambiare tante cose in questo nostro paese,bello si,ma martoriato da tutte queste infamie fatte da scellerati senza alcuna coscienza....Sono con Voi,sempre,con la Famiglia dello sfortunato Agente,con Voi della Stradale,della Volante,della Mobile,e in tutti quei reparti dove viene contrastato il crimine organizzato e non.....Ma io sono molto deluso,per come vanno le cose,demotivando così gli operatori di Polizia.Se poi dopo il danno anche la beffa!!!!
questi giudici, si lavora tanto per loro e alla fine si permettono di fare regali a questi delinquenti a spese di chi come l'agente scomparso nel compiere il proprio dovere, lascia tragicamente la sua famiglia....
RispondiEliminaGrazie giudice che hai permesso la libertà ad un delinquente... e pensa.... ma se sotto la porsche ci fossi stato tu o un tuo famigliare sarebbe stata la setssa condanna?
Ho pubblicato il post delle 18:58 solo perché sia chiara una cosa: noi abbiamo la massima fiducia nella legge, anche in quella che viene applicata. Il giudice ha fatto questo. Cambiamola, la legge, ma questo spetta alla politica. Che la forbice di applicazione sia eccessiva, lo dimostrano casi come questo. Ma è la legge che è fatta così. Fatta apposta per garantire a tutti (e dico tutti) di uscire con estrema disinvoltura dalla gabbia di una galera. Inoltre, e mi rivolgo qui all'autore del post, visto che il giudice ci mette faccia e firma, come me del resto, non sarebbe male che anche tu firmassi i tuoi interventi. Così, tanto per non dare l'impressione di lanciare il sasso e poi nascondere la mano. Credo che ti sia semplicemente dimenticato ma...
RispondiEliminaUna storia tutta italiana, che purtroppo vediamo ripersi ogni giorno, e lo vediamo malgrado gli appelli, i pianti delle madri, ed il sacrificio di tanti, troppi colleghi.
RispondiEliminaLeggendo questa lettera vengono le lacrime, ma mentre un occhio si bagna di commozione, l'altro lo fà di rabbia, e non sò per quanto ancora dovremo piangere per rabbia grazie a queste persone ed a questo sistema inefficace !!
Ci stavo ripensando solo oggi, scusate il ritardo, ma un mio collega mi ha riferito che suo fratello, carabiniere a Torino, ha fermato uno e gli ha ritirato la patente. Questo lo ha chiamato a casa dopo qualche mese minacciando lui e la sua famiglia. Si è recato in comune e gli hanno detto che se non voleva avere problemi doveva dare ragione alla chiamata subita, in quanto sarebbe andato incontro a guai sicuri...
RispondiEliminaBene, io abito nello stesso paese di Montagnino e di tutta la sua famiglia. I carabinieri delle mie parti hanno sempre saputo e tutti sapevano chi era...ma se lo denunciavi o provavi a mettergli i bastoni tra le ruote... Vedi sopra.. Per dei codardi degli uomini giusti muoiono. Se Stefano è morto non è colpa di chi l'ha investito, ma di chi con la sua codardia ha permesso che questo succedesse.