Armi spuntate e incertezza della pena. E sulla sicurezza stradale non resta che metterci una croce.
Di Lorenzo Borselli
Vedete perché non è affatto bello avere ragione?
La tragedia di Lamezia Terme, che il nostro presidente Giordano Biserni definisce l’11 settembre dei ciclisti, è la summa di tutte le nostre ricerche, delle nostre analisi, delle nostre elucubrazioni. Ma sì, quelli dell’Asaps cosa volete che dicano? Nell’auto che ha ammazzato Fortunato Bernardi, Rosario Perri, Francesco Stranges, Vinicio Pottin, Giovanni Cannizzaro, Pasquale De Luca e Domenico Palazzo, c’era un giovane uomo, 21enne, risultato positivo ai cannabinoidi, al quale era stata già ritirata la patente sette mesi fa.
Dicono, i cronisti, che il provvedimento sia stato legato ad un sorpasso azzardato.
Dunque: recidiva, vittimologia, nazionalità e condotta.
L’uomo, per ora, è piantonato all’ospedale in stato di arresto.
Ma veniamo alle nostre ragioni. Da venti anni esatti, andiamo dicendo che gli organici della Polizia Stradale sono ridotti al lumicino. La paura di incappare in un qualche controllo di polizia è ormai solo uno sbiadito ricordo, sostituita dal ronzio che sprigiona il navigatore satellitare quando ci si avvicina a una postazione fissa per il controllo della velocità, se mai ne sono rimaste alcune non ancora fatte saltare dai vandali o da qualche sentenza in nome di privacy e diritti costituzionali.
Sono scarse le risorse, la formazione, le attrezzature. Ma scarseggiano anche cose parecchio importanti, come – ad esempio – la certezza della pena o, se volete, dell’applicazione di sanzioni amministrative o accessorie.
Così, nel paese che scimmiotta gli altri al gioco della sicurezza stradale, riproducendo giochi in scatola per chi partecipa a questo o a quel convegno, la strada resta una giungla degna non certo di Sandokan, ma di pellicole tipo Final Destination, veri e propri film horror dove lo stupore e l’incredulità per quello che capita sulla strada, vero scenario poco fiction e realmente splatter, lascia il posto prima al terrore e, se sei fortunato, al dolore.
Nel paese che cerca la ripresa, che taglia cose tipo l’assunzione di giovani rincalzi o la benzina alle volanti, ecco un colpo letale al PIL del nostro paese, su cui l’emorragia di vite sulla strada pesa per oltre il 2%. Qualcosa come 30 miliardi di euro, e rotti.
Allora, continuiamo a tagliare. Continuiamo a sguarnire la prima linea, a tagliare i rifornimenti, continuiamo a non fare nulla per le coscienze, a lasciar girare indisturbati questi serial killer potenziali o di fatto. Continuiamo pure a fare i giri di vite, con una manciata di chiodi e basta.
È sufficiente continuare a non far nulla e affidare tutte le nostre possibilità di tornare a casa, vivi anche dopo una girata in bici, alla fortuna.
Basta continuare così e metterci una croce. In fondo è quello che ci riesce meglio.
La tragedia di Lamezia Terme, che il nostro presidente Giordano Biserni definisce l’11 settembre dei ciclisti, è la summa di tutte le nostre ricerche, delle nostre analisi, delle nostre elucubrazioni. Ma sì, quelli dell’Asaps cosa volete che dicano? Nell’auto che ha ammazzato Fortunato Bernardi, Rosario Perri, Francesco Stranges, Vinicio Pottin, Giovanni Cannizzaro, Pasquale De Luca e Domenico Palazzo, c’era un giovane uomo, 21enne, risultato positivo ai cannabinoidi, al quale era stata già ritirata la patente sette mesi fa.
Dicono, i cronisti, che il provvedimento sia stato legato ad un sorpasso azzardato.
Dunque: recidiva, vittimologia, nazionalità e condotta.
L’uomo, per ora, è piantonato all’ospedale in stato di arresto.
Ma veniamo alle nostre ragioni. Da venti anni esatti, andiamo dicendo che gli organici della Polizia Stradale sono ridotti al lumicino. La paura di incappare in un qualche controllo di polizia è ormai solo uno sbiadito ricordo, sostituita dal ronzio che sprigiona il navigatore satellitare quando ci si avvicina a una postazione fissa per il controllo della velocità, se mai ne sono rimaste alcune non ancora fatte saltare dai vandali o da qualche sentenza in nome di privacy e diritti costituzionali.
Sono scarse le risorse, la formazione, le attrezzature. Ma scarseggiano anche cose parecchio importanti, come – ad esempio – la certezza della pena o, se volete, dell’applicazione di sanzioni amministrative o accessorie.
Così, nel paese che scimmiotta gli altri al gioco della sicurezza stradale, riproducendo giochi in scatola per chi partecipa a questo o a quel convegno, la strada resta una giungla degna non certo di Sandokan, ma di pellicole tipo Final Destination, veri e propri film horror dove lo stupore e l’incredulità per quello che capita sulla strada, vero scenario poco fiction e realmente splatter, lascia il posto prima al terrore e, se sei fortunato, al dolore.
Nel paese che cerca la ripresa, che taglia cose tipo l’assunzione di giovani rincalzi o la benzina alle volanti, ecco un colpo letale al PIL del nostro paese, su cui l’emorragia di vite sulla strada pesa per oltre il 2%. Qualcosa come 30 miliardi di euro, e rotti.
Allora, continuiamo a tagliare. Continuiamo a sguarnire la prima linea, a tagliare i rifornimenti, continuiamo a non fare nulla per le coscienze, a lasciar girare indisturbati questi serial killer potenziali o di fatto. Continuiamo pure a fare i giri di vite, con una manciata di chiodi e basta.
È sufficiente continuare a non far nulla e affidare tutte le nostre possibilità di tornare a casa, vivi anche dopo una girata in bici, alla fortuna.
Basta continuare così e metterci una croce. In fondo è quello che ci riesce meglio.
Ultim'ora del 06.12.2010
La Polizia Municipale di lamezia ha accertato che il 21enne che ha investito il gruppo, è al momento in possesso della patente: in un primo momento si era pensato il contrario perché non l'aveva al seguito e perché sul database non era stato aggiornato il provvedimento di restituzione intervenuto dopo una sospensione decisa dalla Prefettura di Potenza. Confermato invece l'uso di sostanze e, per questo, la patente sarà revocata. Il giovane non vive in un contesto degradato e, anzi, è di buona famiglia.

omicidio volontario per chi uccide alla guida sotto l'effetto di alcool e/o sostanze stupefacenti!!!!!!!!!!!!!!!!
RispondiEliminaCertezza delle pene !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Più controlli e più mezzi alla Polizia !!!!!!!!!!!
Più ................................
In Italia gira tutto al contrario.
Anche io sono d'accordo con marco, omicidio volontario.
RispondiEliminaNella mia testa echeggia un solo pensiero quanti altri morti ci dovranno ancora essere per avere la certezza della pena???
In questo paese dove si cambia il cds a favore delle casse dello stato (186 cm2°)ma mai dalla parte del cittadino,dove non c'è un minimo cenno a punire chi ubriaco o sotto effetto di stupefacenti si mette alla guida e ammazza persone innocenti con l'unica colpa di essersi alzati la mattina per fare una passeggiata in bici.
Ci dobbiamo mettere in testa che le regole sono fatte per essere rispettate e chi non le rispetta va punito duramente ed essere d' esempio per la comunità.
Andrea
Omicidio Volontario, certezza della pena e MAI PIU' la patente. Silvia
RispondiEliminaLa tragedia dell'area di servizio di Badia al Pino ad Arezzo si è conclusa con una sentenza a 9 anni e 4 di condanna per l'agente della PdiS Spaccarotella per DOLO EVENTUALE "perchè sparando doveva mettere in conto che poteva uccidere". Orbene, chi si mette alla guida di una autovettura e beve o fuma, non deve mettere in conto che può causare tragedie come quella che si è verificata a Lamezia T.? CAMBIAMO AL LEGGE E' ORA DI CONSIDERARE I MORTI A SEGUITO DI INCIDENTE STRADALE "OMICIDIO VOLONTARIO" E MAI PIU' "OMICIDIO COLPOSO" QUALORA VI E' UNA CONDOTTA DI GUIDA COME QUELLA DELL'EXTRA-COMUNITARIO.- DIAMO L'ERGASTOLO ANCHE A QUESTI ASSASSINI.-
RispondiEliminaLa cosa che più mi piace, di questi commenti, è che non ce n'è nemmeno uno razzista. Questo vuol dire che, secondo me, si è capito perfettamente quale sia il problema!
RispondiEliminaAnzitutto porto le mie condoglianze alle famiglie delle vittime. Vivo in una città piena di biciclette (Ferrara) e spesso capita di soccorrere persone investite a bordo di biciclette (sono operatore del 118). Aggiungo a quanto scrivi, caro Lorenzo, riguardo al problema mezzi e risorse della Polstrada: ambulanze di 400000 chilometri, il portellone posteriore che stamane in codice rosso mi è rimasto in mano (e che l'ho riparato col paziente a bordo con mezzi di fortuna); bene, con queste risorse la Polstrada interviene sugli incidenti con le fiat marea vecchissime (ricordi l'incontro dello scorso anno al bar che ti ho citato) e le ambulanze invecchiano, oltre ad alcuni colleghi che a 60 anni sono ancora in forza al 118 e si cerca di fare qualcosa per la sicurezza e per intervenire nel migliore dei modi. Il risultato finale è quello di sempre: ospedali saturi, incidenti sempre più frequenti e la mancanza per chi li causa della certezza della pena.
RispondiEliminaScusate lo sfogo
Si, è triste aver ragione, quando significa predire, seppure senza alcuna volontà, tante morti.
RispondiEliminaSolo pochi giorni fa scrivevo in questo blog, in altro topic, che oltre ai pedoni anche i ciclisti rappresentano una categoria a rischio.
Di cui, non so perché, si parla troppo poco.
Eppure come non mi hanno sorpreso i dati sulla mortalità dei pedoni, allo stesso modo non mi sorprende l’incidente di domenica.
Una tragedia non possibile ma tristemente probabile; una tragedia che mi colpisce al cuore perché anche io sono tra quelli che la domenica mattina inforca la bicicletta, il mio altro amore insieme alla moto.
Ma qui voglio conservare la freddezza del chirurgo e sezionare l’evento.
E affermare una triste verità: se ne parla perché sette vite sono state portate via contemporaneamente. La notizia che ha scatenato l’interesse dei media quindi non è la morte dei ciclisti, ma il fatto che erano insieme.
Una storia “ghiotta” per un certo modo di fare giornalismo, che si nutre di tragedie, inchioda al teleschermo milioni di persone con salotti di tuttologi, plastici minuziosi e non esita a scavare pure nel bidone dei rifiuti.
Ma le altre centinaia di morti? Quasi uno al giorno, secondi i dati Istat che citate. Vi ricordo però che i dati sono fallaci per difetto, perché non tengono conto dei decessi avvenuti in seguito, dopo diversi giorni cioè (scusate, non ricordo adesso quanti) dall’incidente. Quindi il bilancio è sicuramente più grave.
Eppure il massimo che ottengono è qualche rigo nelle cronache locali e nessun interesse dallo Stato e dalle Amministrazioni locali che non si interrogano sul perché di queste morti e come poterle evitare.
In tanti anni che mi sono occupato di sicurezza stradale per le due ruote a motore qualcosa, fosse pure solo un cesto colmo di buone intenzioni, l’ho ottenuto. Per i ciclisti il silenzio, il disinteresse, come non esistessero.
Certo, anche noi ciclisti paghiamo il pregiudizio, come i motociclisti. Che sono dei pazzi come i ciclisti sono solo dei dopati.
Non è così, ovvio. Siamo persone normali che amano il senso di libertà che solo due ruote sanno darti. A volte col motore a scoppio, a volte col motore delle nostre gambe. Meritiamo per questo di morire nell’indifferenza?
Capisco le difficoltà economiche di creare circuiti per le moto, ma una ciclabile? Possibile che noi, che ci pavoneggiamo di essere Nazione seduta al consesso delle grandi, non siamo capaci di creare una semplice striscia d’asfalto protetta?
Sono anni che nella mia città, Napoli, si parla di creare una ciclabile (già, non esiste), con tanto di progetto e video sul sito istituzionale del Comune. Invece lotto ogni mattina nel traffico caotico, indisciplinato, selvaggio, districandomi tra i cumuli di immondizia con la mia bici per andare al lavoro, nell’utopica speranza che se fossimo di più questa città sarebbe migliore. Non chiedo medaglie: pretendo l’impegno alla sicurezza che un Paese civile deve ai suoi cittadini.
Non mi dilungo sull’automobilista assassino. Sotto l’influsso di droga, con la patente già ritirata una volta, probabilmente solo perché in quell’occasione ha avuto la sfortuna di essere beccato non certo perché era la prima volta, eppure al volante pronto a uccidere.
Nella vulgata popolare si dice che ci vuole il morto perché si faccia qualcosa. Qui di morti ne abbiamo centinaia, migliaia ogni anno, eppure assisto al solito vuoto soliloquio di circostanza.
Convegni, tavole rotonde, interviste e titoli sui giornali, mirabolanti annunci di grande riforme e leggi gattopardesche ma i lenzuoli sulle strade continuano a essere pietosamente stesi.
Mi sembra di dire da anni sempre le stesse cose e lo scoramento è grande. Non so più se una realtà così lampante la vedo solo io oppure ho capito nulla.
Fabio
Hai ragione Fabio.
RispondiEliminaNelle interviste televisive, uno dei testimoni ha detto di avere il terrore, vivendo in una casa su quella strada, di attraversarla per andare a buttare la spazzatura. Mi chiedo: possibile che sio riesca a far nulla?
Qualche tempo fà, l'ASAPS, ha condotto un sondaggio. E l'esito sapete qual'è stato? Più controlli sulle strade, più pattuglie, più uomini in divisa. Già le opinioni di noi comuni mortali non contano. Contano solo l'aggiudicarsi delle poltrone dei nostri politici. Sempre meno controlli, più tagli. Alla faccia della sicurezza di noi tutti. Si parla di norme di sicurezza, di incidenti sul lavoro, ma se ci sono mezzi in dotazione alle forze dell'ordine con 3/4centomila chilometri. Mi chiedo come si possa dare esito positivo alla circolazione, di detti veicoli? Che sicurezza possono avere gli operatori di Polizia? Bisogna risparmiare. Si ma sempre e solo sulla nostra pelle. Ormai siamo in una vera e propria giungla. Controlli ridotti ai minimi termini.
RispondiEliminaMancanza di strutture ed attrezzature in dotazione. Ed ecco i risultati. E' Grave molto grave. Come mai, in questo caso, si parla di omicidio colposo plurimo, e non di omicidio volontario con dolo?
Già questo non è un appartenente alle forze di Polizia.
tutti questi commenti sono validi e li condivido.....pero' se guardiamo anche il rovescio della medaglia bisognerebbe fare molto anche per le strade che non sono idone e spesso la segnaletica e' latente..!!!!a volte mi capita di vedere molti ciclisti che occupano spesso i sensi di marcia(uno di fianco all'altro) anche questo e' sbagliato.....!!!!quindi io penso va bene l'inasprimento delle pene con omicidio volontario, pero' bisogna rivedere tante cose.....
RispondiEliminaCi risiamo!
RispondiEliminaAd ogni strage, perchè di strage stiamo parlando, si ripropone il dilemma, la pena! la certezza! la celerità dell'applicazione e quant'altro. Sta di fatto che certi epeisodi succedono, poi quando vai davanti ai GdP senti parlare di buonismo, cavilli, buonafede e tutto di più ma a favore del trasgressore, capita poi che ti viene voglia di girarti a vedere ........ spero di no!!!!!!!!!!!!!
vedremo che fine farà quest'assassino.
Una preghiera per quei 7 ciclisti: O Dio, onnipotente ed eterno, Signore dei vivi e dei morti, pieno di misericordia verso tutte le tue creature, concedi il perdono e la pace a tutti i nostri fratelli defunti, perché immersi nella tua beatitudine ti lodino senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Condivido pienamente il cordoglio di tutti per il fatto assolutamente molto grave con ben sette persone decedute.
RispondiEliminaBisogna però essere concreti e guardare anche a come questi cosidetti cicloamatori si comportano sulla strada.
Come sa bene l'Asaps, della quale sono socio, il CdS impone ai ciclisti di procedere tra di loro in fila indiana .
Invece questi signori quando sono in molti procedono sempre in gruppo arrivando anche ad occupare tutta la corsia di marcia costringendo le vetture che seguono a stargli dietro essendo impossibile sorpassarli e se qualcuno si azzarda a chiedere strada sono gestacci e vaffan... .
Non parliamo poi dei semafori; il rosso non esiste, si rallenta sorpassando a destra i veicoli fermi e via !
Pertanto, al di là del cordoglio, ci vuole anche l'autocritica ed una buona regolata per il futuro.
G.F.
@G.F.
RispondiEliminaLa strage di Lamezia ha poco a che fare, però, con il comportamento scorretto dei ciclisti. Poi, valutiamo bene: non ci sono piste ciclabili e se viaggiassero tutti in fila indiana le auto in sorpasso, che dei ciclisti se ne fregano altamente, passerebbero loro così vicino da buttarli fuori strada lo stesso... Il problema non è il comportamento di una categoria o dell'altra. Il problema è che nessuno rispetta più alcuna regola.
Caro Lorenzo è chiaro che la legge deve essere modificata, altrimenti ad oggi il sistema non trova una correlata pena per il/i reati commessi. I nostri, da qualcuno decantati, Codici non sono più in grado di assolvere i loro fini. Temo con il futuro che le mani con le quali saranno ridisegnare le regole continuino a perseverare nel macroscopico errore di voler apportare modifiche parziali che spesso agli operatori di Polizia non fanno altro che rendere di difficile intuizione il significato stesso della norma. Analogamente la comunità continuerà a far fatica nel comprendere quale sia il dettato della regola che se non viene scritte alla maniera "anglosassone", ossia spoglia di varianti ed ipotesi, continuerà ad essere di difficile ed immediata comprensione. Un esempio su tutto !!!! Basta osservare la modifica dell'articolo 186 del CDS intervenuta nel luglio scorso e le correlate innumerevoli situazioni che si possono prospettare.
RispondiEliminaPossa raggiungere un caro pensiero alle famiglie di quei ciclisti.
Luigi De Razza
Grazie Luigi, il tuo è un contributo prezioso.
RispondiEliminaQuella dell'omicidio volontario (ripeto, non preterintezionale, ma volontario) è l'unica via sensata da percorrere in casi come questo.
RispondiEliminaChi si mette alla guida in stato di alterazione psicofisica ACCETTA l'eventualità di provocare lesioni gravi o mortali a terzi. Ed ha tutto il mio disprezzo, indipendentemente dall'angolo del pianeta dal quale arrivi.
Un saluto
la patente per me è come il porto d'armi il fatto i averlo non ti autorizza ad uscire di casa e sparare al primo che capita, se lo fai sei preso e condannato come omicida, quindi se ti metti alla guida ubriaco o "fatto" per par condicio devi essere perseguito in maniera identica, senza riguardo a colore di pelle o cittadinanza chi sbaglia paga!!! Detto questo voglio però anche ricordare che spesso e volentieri anche i ciclisti ci mettono del loro pedalando affiancati o ancor peggio "appallati" occupando mezza sede stradale, costringendo a volte chi è in auto a compiere veri e propri miracoli per sorpassarli e non si tratta solo delle automobili io da autista volontario di ambulanze mi son trovato spesso ad imprecare contro gruppi di ciclisti che ignorano la sirena proseguivano bellamente a 30 km/h costringendomi a prendere dei seri rischi per me, per l'equipaggio il paziente e anche per loro stessi. Quindi credo che un maggior rispetto delle regole da parte di tutti e una lisciata di "pelo" anche ai ciclisti più recalcitranti (come ai conducenti di auto e m,ezzi vari) quando serve non possa che fare bene. Detto questo da ex cicloturista un ricordo per i sette "divoratori d'asfalto" uccisi
RispondiEliminaMi associo al commento di un ANONIMO del 06 dicembre 2010 alle ore 19,52.
RispondiEliminaIl mio "collega" Spaccarotella è stato condannato a 9 anni e 4 mesi per omicidio "volontario" con "dolo eventuale" perchè con la sua condotta doveva prevedere che poteva uccidere...
Bene.. ora mi chiedo: un ubriaco, o come in questo in questo caso un conducente positivo ai cannabinoidi, che guida un'auto a tutta velocità.. non deve forse prevedere che con tale condotta può uccidere???????
...e la cosa che più mi fa rabbia è che nel comportamento di Spaccarotella (CI TENGO A DIRLO... SBAGLIATISSIMO E SCONSIDERATO) le probabilità di uccidere sono di gran lunga inferiore a quelle di un ubriaco che guida a tutta velocità... e la cronaca purtroppo ce lo dimostra quasi quotidianamente...
ma del resto... Spaccarotella indossava la divisa... e chi indossa la divisa deve pagare di più...
Mi associo al dolore che ha colpito i familiari di queste vittime,visto che anch'io sono un ciclista;ma i controlll? dove sono i controlli per far rispettare le più semplici norme di comportamento stradale che mi tocca insegnare in autoscuola e alla guida,quando i ragazzi sanno già che sulla strada raramente ci sarà qualcuno che li controlla? Siamo forse il paese che è pieno di leggi,già sulla carta,visto che in realtà pochi le rispettano e a volte sono vittime dei più prepotenti! Provate a chiedere a qualcuno patentato da anni cosa ricorda del codice della strada:quasi niente o regole annullate!Ama il prossimo tuo come te stesso? dove è finita questa semplice regola di vita? ormai siamo arrivati al punto tale:sto bene io e me ne frego degli altri|
RispondiEliminaVorrei esprimere il mio modesto parere riguardo alla tragedia di Lamezia.
RispondiEliminaSecondo me chi ha certi comportamneti di guida pericolosi, al di là della sanzione, deve essere mandato dalla psicologo e fino a che non ha completato un periodo di terapia per modificare il modo di guidare, cioè il comportamento di guida, la patente non gli deve essere restituita; in certi casi, personalemnte, la revocherei a vita.
In molti Paesi evoluti esiste lo psicologo del traffico che lavora anche per le assicurazioni, oltre che per organi pubblici: chi beve, fa uso di sostanze durante la guida deve sottoporsi ad un trattamento per avere la patente restituita, ed anche chi adotta comportamenti pericolosi come sorpassi contromano, ecc.deve sottoporsi allo psicologo del traffico: in molti Paesi europei esiste da anni.
Ogni conducente di veicolo deve rispettare le regole, e vanno applicate a tutti, senza pudore o tolleranza: i costi umani e sociali li paga la vittima, la sua famiglia e la collettività.
Manuela
Qui non è un problema di come definire un comportamento, omicidio volontario, colposo, aggravato ecc. ecc. ecc., alla gente comune interessa che chi si comporta in un certo modo paghi subito, questo non perchè vuole la vendetta, ma semplicemente perchè se io so che un determinato comportamento mi fa stare 2/5/10/15 anni in carcere diventa molto improbabile che lo ponga in essere.
RispondiEliminaSecondo, è vero oggi chi dovrebbe contrastare su strada certi comportamenti è alla frutta, le polizie statali sono a secco, quelle locali idem, a questo si aggiunga anche che il lavoro delle polizie locali se indirizzato altrove produce milioni di euro, abbiamo il quadro completo.
Basta pensare che se io, della PL, in un anno faccio dai 400 ai 1000 verbali per divieto di sosta e niente altro sono giudicato tra il buono e l'ottimo con relativo e proporzionale premio incentivante tra i 2000 e 2500 Euro (Lordi), mentre se faccio 100 verbali per divieto di sosta e mando in galera due ubriachi (alla guida), un pirata, ritrovo e restituisco 4 veicoli rubati, individuo e sequestro documenti di circolazione falsi, o faccio altre cose del genere mi ritrovo ad essere giudicato negativamente con relativo e proporzionale premio incentivante, meno della metà, perchè non ho "prodotto", certe cose me le sono andate a cercare pur conoscendo il volere del mio comando, pertanto non solo ho disobbedito ad ordini mai dati esplicitamente e mai ovviamente citati nei giudizi, ma ho perso tempo prezioso e ho prodotto anche dei costi......... devo aggiungere altro?
Le attuali norme sul pubblico impiego consentono non solo tutto questo, quindi chi vive di stipendio ed ha bollette da pagare e figli da mantenre cosa fa? Domani alla vista dell'ubriaco alla guida si girerà dall'altro lato, dove c'è un'auto in sosta vietata e la sanziona, così ci guadagna 2 volte, in salute ed in soldi e sarà anche stato bravo, magari sarà anche citato ad esempio dal capo o dal sindaco...........