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giovedì 20 gennaio 2011

Caserta, Vallanzasca offende i Carabinieri e "rischia" di tornare in carcere

Il "bel René" è meno bello, ma si mantiene sempre bene in quanto ad arroganza
Ora spara parole, pesanti. Il bullo perde il pelo ma non il vizio

Renato Vallanzasca, quatto ergastoli e 260 anni di prigione, in un'immagine che lo ritrae sotto custodia e dietro le sbarre. Saremmo tutti più tranquilli se questa fosse ancora oggi la sua condizione.
Leggete l'articolo del Corriere della Sera che pubblica una notizia arrivata dal sindacato della Polizia Penitenziaria Sinappe. All'ex  bel René questa volta è slittata la frizione della lingua e gli è partita una raffica  di proiettili verbali verso i Carabinieri (per fortuna per una volta non  pallottole di piombo). I militari  avevano la pretesa di dare un'occhiatina a quello che faceva in un hotel di Caserta. Si salvi chi può! L'ergastolano di lungo corso non ha gradito e ha reagito da par suo, con la solita prepotenza e arroganza che lo contraddistinguono.
Non se la prendano i Carabinieri, a 4 poliziotti è andata molto peggio negli anni '70. Poi essere offesi o minacciati da uno come lui deve essere quasi un onore.
Forse l'ex bandito della comasina è un po' nervosetto per l'imminente uscita del film che lo celebra?
Si dia una calmatina il  Vallanzasca  e faccia il suo mestiere di detenuto in semilibertà per lavoro diurno (a proposito che ci faceva in un hotel a Caserta?) e lasci che i Carabinieri facciano il loro lavoro.
Se fa così rischia di fare dei gol nella sua porta, con la revoca del permesso di lavoro esterno, e noi allora potremmo anche esultare!

9 commenti:

  1. in Italia il casellario giudiziale fa curriculum! Più ce l'hai lungo, più vali. Evviva l'Italia. P.S.: ai morti ammazzati per mano sua non è stata concessa la semilibertà!

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  2. E' un campanello d'allarme... "chi si fa pecora il lupo se lo mangia"....

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  3. Che il sangue da lui fatto versare a padri e servitori dello Stato, ricada sulle sue quotidianità, su chi fa film che rischiano di rendere eroe un criminale, e su tutti loro che li andranno a vedere. I film vanno dedicati a coloro che sono morti per il Paese, e a tutte quelle madri che vedove per mano sua, hanno cresciuto una famiglia da sole. Che rabbia! Gianni

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  4. Appuntato Bruno Lucchesi, Distaccamento Polizia Stradale di Montecatini, ucciso il 23 ottobre 1976 sulla Firenze - Mare.
    VIce Brigadiere Giovanni Ripani, Questura di Milano, ucciso il 17 novembre 1976 in Via Urbano III° a Milano.
    Maresciallo Luigi D'Andrea, Polizia Stradale di Seriate, ucciso il 6 febbraio 1977 al Casello A4 di Dalmine.
    Appuntato Renato Barborini, Polizia Stradale di Seriate, ucciso il 6 febbraio 1977 al Casello A4 di Dalmine.
    Famiglie straziate dal dolore.
    In uno Stato degno di questo nome, uno come lui dovrebbe crepare in prigione.
    Invece, nella nostra patetica italietta dalla memoria corta, se ne va a spasso.

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  5. Sarebbe interessante sapere se da questo film il bel Renè incassa i diritti per lo sfruttamento dell'immagine.
    Sarebbe il colmo che l'attività di bandito fosse anche remunerativa !

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  6. Vabbè, ma il povero Renè aveva dei sogni, come ha detto lui, in una recente intervista, e non ha potuto realizzarli. Quando sento queste cose dette da un bandito mi arrabbio, ma quando vedo che sulla "vita" di questo balordo vengono fatti dei film, e fior di libri... questa mattina ne ho visti tre.. sono furibondo. Non posso immaginare come si possano sentire i familiari dei poveri colleghi che hanno visto morire i propri cari per mano di questi individui. Mi fa anche riflettere il messaggio che i media danno alle nuove generazioni.. romanzo criminale, la banda della comasina etc.. per NOI, è uno smacco, trovare in strada diciottenni che pensano di essere il freddo di romanzo criminale o il bel Renè della comasina. Vallanzasca che viene invitato in televisione a pontificare consigli sui giovani, e qualche regista o pseudo tale che gli dedica anche un film.. I nostri colleghi, hanno avuto la sfortuna di incrociare questi assassini e per questo non sono più tornati a casa, e sono cittadini che hanno servito lo Stato, lontano dalle telecamere e dalle onorificenze, tutti i giorni in silenzio e con dignità. Questi sono i modelli di cittadino da trasmettere alle nuove generazioni... Non il bel Renè che dice di aver buttato via la propria vita, della sua vita non ci importa niente, perchè i nostri colleghi caduti e le altre vittime non ce l'hanno avuta più una vita... e per colpa sua. Sono solo banditi, bulli di periferia, niente di più.. gli esempi da seguire sono altri, i nostri colleghi e le altre vittime, sono esempi, non Renè o i sui colleghi capitolini... Lasciamoli in galera e dimentichiamoli!!

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  7. Mi chiedo se quel signorino si ricorda le sue belle azioni.Mi fanno rabbrividire le immagini di quei colleghi che per un normale controllo dei documenti,muoiono senza rendersene conto.Troppo facile sparare così a tradimento.Senz'altro ti ringrazieranno quelle famiglie a cui hai tolto dei Padri,a cui dovevano accudire i loro piccoli.Vorrei tanto sapere cosa hanno nella testa certa gente,per arrivare a fargli un film sulla loro personalità.Ma che esempio diamo a questi giovani,mettendo in risalto le gesta criminali di uno scellerato.Guardate quello che rimane dei corpi che giacciono a terra privi di vita.A loro il film non lo faranno,ma noi gente che porta ed ha portato una divisa non ce lo scordiamo.....

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