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| La famiglia Quinci. Foto da repubblica.it |
Guardali bene, fissati bene nella mente questa foto, dovrebbero costringerti e tenerla sul cruscotto quando ti ridaranno un giorno la patente (perché te la ridaranno!)
La tragedia di Trapani dove un 21 enne a 120 km/h ha distrutto una famiglia
La tragedia di Trapani dove un 21 enne a 120 km/h ha distrutto una famiglia
(ASAPS) Quella che vedete è la foto della ex famiglia Quinci, una famiglia stupenda lasciatecelo dire. Da sinistra Baldassarre Quinci, di 43 anni, maresciallo dell'Aeronautica militare, ricoverato all'ospedale Villa Sofia di Palermo in prognosi riservata.
al suo fianco Vito di 10 anni, la mamma signora Livia Mangiaracina di 37 anni e l'altra figlia Martina di 12 anni, tutti morti nel terribile incidente di Campobello di Mazara che ha distrutto quella bella famiglia, con lo scontro fra la loro 600 con la BMW 320 B condotta dal 21 enne Fabio Gullotta che è stato denunciato dai carabinieri per omicidio colposo plurimo, aggravato dallo stato di ebbrezza alcolica.
Un anno fa, Gulotta, che di mestiere fa il pastore, aveva avuto un altro incidente stradale, che aveva provocato alcuni feriti. La Polizia Municipale gli aveva sospeso la patente. L'incidente era avvenuto sempre a Campobello di Mazara. Anche quella volta Gulotta era rimasto illeso. Rischia invece di rimanere paralizzato Baldassare Quinci, l'unico sopravvissuto della sua famiglia.
Allora, ditemi voi quale dovrebbe essere la pena in questo caso nel quale la vettura del 21enne sembra viaggiasse a 120 km/h in area urbana e il conducente è risultato positivo all'alcol test con un valore di 0,72 g/l.
Questa mattina ho avuto modo di parlarne (e discuterne) nella trasmissione Falcetti on the road, un altro ospite, Giudice di pace, sosteneva con convinzione che la pena deve servire anche rieducare e non si può esagerare, conoscendo le condizioni delle nostre carceri.
Esagerare? Mi sono riservato di fornire al giudice l'elenco di 30 pirati della strada omicidi e positivi all'alcol o alla droga, sfidandolo a fornirmi l'elenco delle carceri dove fossero custoditi! Ho sentito un certo imbarazzo nel pur bravo giudice.
Sappiamo come andrà a finire. Condanna a qualche anno di galera con patteggiamento, nessun giorno da scontare e fra qualche manciata di mesi di nuovo alla guida con la patente. Magari con un'altra macchina di grande cilindrata.
Giudici almeno condannatelo a tenere obbligatoriamente la foto di quella famiglia sul cruscotto.Il giovane (e tanti conducenti omicidi come lui) deve guardarla, continuamente. Deve guardare quei due bambini e quella mamma che per la sua condotta dissennata non ci sono più, e quel maresciallo in divisa dell'Aeronautica che nel migliore dei casi avrà la vita che gli rimane distrutta!
Tu Fabio Gulotta sei ancora vivo. Almeno guardati questa foto!! Se hai coraggio...
Giordano Biserni
Presidente Asaps
al suo fianco Vito di 10 anni, la mamma signora Livia Mangiaracina di 37 anni e l'altra figlia Martina di 12 anni, tutti morti nel terribile incidente di Campobello di Mazara che ha distrutto quella bella famiglia, con lo scontro fra la loro 600 con la BMW 320 B condotta dal 21 enne Fabio Gullotta che è stato denunciato dai carabinieri per omicidio colposo plurimo, aggravato dallo stato di ebbrezza alcolica.
Un anno fa, Gulotta, che di mestiere fa il pastore, aveva avuto un altro incidente stradale, che aveva provocato alcuni feriti. La Polizia Municipale gli aveva sospeso la patente. L'incidente era avvenuto sempre a Campobello di Mazara. Anche quella volta Gulotta era rimasto illeso. Rischia invece di rimanere paralizzato Baldassare Quinci, l'unico sopravvissuto della sua famiglia.
Allora, ditemi voi quale dovrebbe essere la pena in questo caso nel quale la vettura del 21enne sembra viaggiasse a 120 km/h in area urbana e il conducente è risultato positivo all'alcol test con un valore di 0,72 g/l.
Questa mattina ho avuto modo di parlarne (e discuterne) nella trasmissione Falcetti on the road, un altro ospite, Giudice di pace, sosteneva con convinzione che la pena deve servire anche rieducare e non si può esagerare, conoscendo le condizioni delle nostre carceri.
Esagerare? Mi sono riservato di fornire al giudice l'elenco di 30 pirati della strada omicidi e positivi all'alcol o alla droga, sfidandolo a fornirmi l'elenco delle carceri dove fossero custoditi! Ho sentito un certo imbarazzo nel pur bravo giudice.
Sappiamo come andrà a finire. Condanna a qualche anno di galera con patteggiamento, nessun giorno da scontare e fra qualche manciata di mesi di nuovo alla guida con la patente. Magari con un'altra macchina di grande cilindrata.
Giudici almeno condannatelo a tenere obbligatoriamente la foto di quella famiglia sul cruscotto.Il giovane (e tanti conducenti omicidi come lui) deve guardarla, continuamente. Deve guardare quei due bambini e quella mamma che per la sua condotta dissennata non ci sono più, e quel maresciallo in divisa dell'Aeronautica che nel migliore dei casi avrà la vita che gli rimane distrutta!
Tu Fabio Gulotta sei ancora vivo. Almeno guardati questa foto!! Se hai coraggio...
Giordano Biserni
Presidente Asaps

Non credo che quella foto sul cruscotto dell'auto potrà far capire a questo assassino il male che ha fatto!
RispondiEliminaMa è reato rimanere senza patente per il resto della vita?? Io non vorrei più leggere titoli del tipo "Ritirata per la terza volta la patente per guida in stato d'ebbrezza..." In bicicletta per il resto della vita...che fa anche bene alla salute!
RispondiEliminaGiorno verrà che ci sarà una legge degna di una Italia civile dove chi commette gravi reati come questo non solo non avrà più la patente ma sconterà la pena in carcere. Come nei Paesi Civili.
RispondiEliminanon ci sono parole a questo !! come sempre viva l'italia
RispondiEliminaL'autore materiale di azioni come queste è semplicemente l'ultimo anello di una catena di cose che non funzionano.
RispondiEliminaL'immagine dovrebbe finire, insieme a tutte le altre, anche sulle scrivanie di ogni funzionario chiamato a decidere su questioni di sicurezza stradale così come su quelle di chi riduce fondi, non ripara i mezzi, non assume personale, su quella di chi installa un autovelox senza predisporre anche che ci siano gli agenti che fermino al momento, ecc... ecc...
Chiedere a gran voce la forca per il colpevole potrà anche dare un senso di giustizia ma non riporterà comunque in vita nessuno, nemmeno se la si otterrà, se invece ci si fosse posti in condizione di fermare questo PRIMA CHE SUCCEDESSE oggi quella famiglia sarebbe ancora qui.
Se tutti gli utenti della strada che hanno ammazzato qualcuno in precedenza fossero stati in carcere questo avrebbe in qualche modo ostacolato Gulotta nella sua azione ?
Una pattuglia in più, nel posto giusto, magari con etilometro, invece?
Troppo facile prendersela sempre solo con il soggetto più in vista.
Qualcuno pensa al fatto che costui girava, in centro urbano, a 120Km/h, con un tasso alcolico oltre il livello consentito SENZA CHE NESSUNO GLI DICESSE NULLA ? Se non si fosse schiantato nessuno si sarebbe mai accorto di nulla.
Questo succede nei "paesi civili" in cui, stando a quello che leggo qui, si comminerebbero condanne esemplari ?
NO. Non esiste nell'attuale codice penale, una "equa" condanna da comminare a questo omicida. Forse solo l'ergastolo. A 30 anni di carcere invece, condannerei tutti quei politici che nel corso di questi ultimi 20 anni hanno promesso drastici interventi per la prevenzione delle stragi continue sulle strade senza poi mai fare seguire un provvedimento legislativo degno di un paese civile. Ma è proprio questo il problema che più mi preoccupa: siamo ancora un paese degno di definirsi "civile" ? Un paese dove pluriomicidi ottengono non solo, dopo pochissimi anni di carcere, la libertà ma anche la possibilità di tornare alla guida di un veicolo e terminare quindi quell'opera certosina di "sfoltimento demografico" iniziato qualche anno prima. Non ci rimane che sperare di avere la possibilità, nelle prossime elezioni, di eleggere persone più inclini ad affrontare con decisione problemi come la prevenzione degli incidenti stradali e meno propense a sostenere o partecipare a impegnativi rituali come il "bunga bunga". MASSIMO.
RispondiEliminaPerché non scrivete uno straccio di nome con il quale si possa poi, ragionavolmente, scambiare le proprie opinioni?
RispondiEliminaComunque: mi rivolgo all'anonimo delle ore 20:18. Non so se segui le nostre attività, ma sono vent'anni che predichiamo dotazioni, aggiornamenti e organici.
Però quando una persona uccide tutte queste persone in totale spregio di una legge vigente, è anche giusto che paghi.
Negli stati in cui certi scotti li devi poi pagare, incidenti di questo tipo sono una rarità. Da noi sono la consuetudine. Non abbiamo citato, nella nostra iniziativa, la tragica storia di Giovanni Messina, dirigente della Polizia Stradale di Palermo, ucciso in circostanze del tutto analoghe a questa, sempre in Sicilia.
La questione, caro anonimo, è sempre quella: nasce prima l'uovo o la gallina?
Tre morti. Questo ha ammazzato tre persone, due ragazzini, la loro mamma e inchiodato il papà a una vita che ora non vorrà più. Io non la vorrei.
E non voglio nemmeno che chi si macchia di un delitto di questo genere, perché è di questo che si tratta, possa essere ammesso a patteggiare una condannina da un paio d'anni, tra attenuanti generiche e sconti di pena a botte d'un terzo l'una. Si ripianino gli organici, si faccia prevenzione ed educazione. Ma chi compie attentati di questo tipo, deve pagare. Non dico con la galera a vita, ma di sicuro non deve potersi rimettere alla guida di un veicolo. Cominciamo da questo. O ti sembra una sanzione eccessivamente dura anche questa?
http://www.asaps.it/indexpage_n.php?id=28177&cat=&sezione=News&pubblicazione=04.09.2010
Mi riesce sempre più difficile trovare le parole con gli anni che passano...e le stesse stragi che si ripetono con cadenza.Tra l'indifferenza del legislatore, i proclami sempre più falsi di una classe politica oramai sempre più anonima e lontana dai cittadini.Ma è lo strazio dei sopravvissuti dentro le aule dei tribunali e il loro dolore che mi amareggia senza una giustizia.
RispondiEliminaCiao Stefano, lieto di leggerti. Il tuo pensiero è il nostro...
RispondiEliminaQuella foto non deve stare solo sul cruscotto dell'assassino, ma per le strade sui grandi cartelloni che tappezzano le città di cose futili... Vorrei una campagna come in Francia, dove si fanno vedere gli incidenti gravi, le conseguenze che porta correre, bere, quello che potrebbe accadere se guidi con sufficenza. Ma in Italia non succederà mai!!! allora continuerò a sentirmi dire che sono un bastardo perchè ho tolto una Patente a 0,72 g/l, ma felice di aver salvato una vita che non si vede.... ciao a tutti
RispondiEliminaCHE DIRE CONSENTITEMI DI CHIAMARE QUEL PASTORE ANIMALE
RispondiEliminaNegli stati dove si pagano certi scotti, però, si fanno anche controlli preventivi degni di tale nome.
RispondiEliminaSarà forse che è questo che invece fa succedere meno frequentemente certe cose ?
La realtà, piaccia o no, è che è l'elevata probabilità di pagare che fa desistere da certi comportamenti e non quanto si pagherà FORSE, DOPO. Finché l'unica condizione in cui si paga qualcosa (tanto o poco è indifferente) è quella in cui ci si schianta ammazzando qualcuno la situazione non cambierà mai.
Ritiro patente a vita: in una situazione in cui senza patente non si può lavorare, non si può avere una normale vita sociale, non si può provvedere a se stessi scaricando quindi tutto sulla famiglia e sui conoscenti, si, è una pena eccessiva.
In moltissime situazioni nostrane gli effetti del restare senza patente sono praticamente sovrapponibili a quelli degli arresti domiciliari.
E questo è uno dei tanti anelli della catena di cose che non funzionano di cui parlavo prima.
Dunque è eccessivo revocare la patente a chi, pur recidivo, toglie la vita ad altri. Prendo atto della tua anonima opinione e la rispetto, ma non la posso condividere. Certo che, se la pensi così, impunità...
RispondiEliminaBorselli la invito a non citare affermazioni ponendole al di fuori dal loro contesto.
RispondiEliminaRibadisco è eccessivo in una situazione, la nostra italiana, in cui restare senza patente ha degli effetti paragonabili a quelli dell'essere degli invalidi civili.
Se la realtà fosse quella in cui comunque è possibile condurre una vita "dignitosa" anche senza la possibilità di spostarsi con il proprio veicolo non sarebbe affatto eccessivo ma purtroppo la nostra realtà non è questa. ("Purtroppo" non vale solo per questo aspetto, naturalmente). Non si può non tenerne conto.
E sempre come dicevo prima, è uno degli anelli rotti della catena di cose che non sono come dovrebbero. Se non fosse chiaro riformulo: dovrebbe essere possibile lasciare qualcuno senza patente a vita senza che questo debba poi a causa di questo trovarsi senza poter avere contatti umani e senza lavoro ma purtroppo al momento non è possibile.
Sempre e comunque vada,è la solita storia che si ripete,una famiglia distrutta è quello che è certo.Io mi chiedo quando avrà fine questo massacro?
RispondiEliminaSono tutti i giorni sulle strade,vedo anche troppo bene come guida certe gente,anche se di controlli ce ne sono,e anche tanti.Allora?Ancora morti?Perchè?
Io credo che rientri in molte persone ormai fare della strada un giardino pubblico dove fare quello che gli pare e piace....Molte volte neanche si fermano per far passare le persone sulle striscie pedonali,che siano anziani e/o mamme con i loro bambini....Ho rabbia,e molta che certa gente vada a giro così senza rispetto per niente e nessuno.Posso anche capire che a volte si può sbagliare,ma non perseverare e alla fine uccidere gente Innocente.....Mi astengo da ogni giudizio al riguardo sul soggetto che ha commesso un così grave reato.....
Io, come le ho già detto, rispetto la sua opinione. Lei deve fare altrettanto con la mia. Io non sono un forcaiolo e non pretendo il carcere a vita. Dico, e lo ribadisco, che ad una persona che toglie la vita ad altri, in totale spregio delle leggi e delle regole del patto sociale di civile convivenza, deve essere tolto il diritto di guidare. Non di circolare, ma di farlo conducendo un veicolo. Sarà anche una sanzione che lo renderà poi un invalido civile ma siamo ancora ben lontani dall'invocare occhio per occhio dente per dente. Siamo alla protezione del prossimo, lei compreso. Uno così va fermato. Se per fare questo serve una sanzione "sociale" più che una pena classica di detenzione o di alienazione dalla realtà oggettiva della circolazione, pazienza. Se non avessimo nulla da perdere, non potremmo mai accettare un patto sociale, anche se malandato come il nostro. Detto questo, ripeto, prendo atto del suo garantismo e rispetto la sua posizione, ma debbo rispedire al mittente il suo invito. Come le ho già detto, noi invochiamo da sempre maggiori controlli e organici ma continuo ad essere dell'opinione che che lei, con la sua posizione, opti per l'impunità. se mi sbaglio me ne scuso. In ogni caso non risponderò per la terza volta a chi, pur in maniera garbata, continua a non darsi nemmeno un nickname...
RispondiEliminaSolo un paio di precisazioni per concludere.
RispondiElimina1- non sono per l'impunità, affatto, sono solo contrario per principio a misure restrittive "a vita". Chiunque può cambiare.
2- "anonimo delle ore 20:18" credevo fosse un nickname: risponde all'esigenza di poter seguire gli interventi della medesima persona. L'ha usato lei per primo e poi mi è piaciuto.
Borselli:
RispondiEliminaRileggendo... mi spiega perché respinge l'invito a riportare le mie frasi comprendendo nel farlo anche il contesto in cui le ho scritte ?
Riportare frasi di qualcun'altro senza il contesto apre la porta a false interpretazioni e di solito si fa APPOSITAMENTE per far apparire una cosa differente da come la intendeva l'autore che l'ha scritta in originale.
Pur avendo il pieno rispetto per ciò che pensa francamente ritengo questa cosa una considerevole mancanza di correttezza nei miei confronti.
Ho appena cestinato il post di Antonio. Non l'ho fatto per censurare il suo pensiero, ma per rispetto a una categoria, i giudici, che non può essere vilipesa. Non su questo blog. Ci sono esempi poco edificanti, di giudici, come ce ne sono di altrettanto vergognosi di poliziotti, di carabinieri e di altri uomini e donne delle istituzioni. No. Qui non si offende nessuno: ci sono giudici morti ammazzati, lasciati soli a combattere contro mafia e terrorismo. Antonio, ti prego: comprendo il tuo slancio e emotivo e da stradalino condivido anche molte delle cose che hai detto. Ti prego però di riformulare il tuo pensiero.
RispondiEliminaAnonimo delle ore 20:18: comprendo che lei abbia timore a rivelarsi, ma non si dimentichi che io sono solo un poliziotto, con un quoziente d'intelligenza sicuramente troppo basso per notare che il modo che ho escogitato per rivolgermi a lei è stato poi da lei utilizzato come nick.
RispondiEliminaBeh, continuo a non capire perché non riesca a darsi un nome e rivelarsi.
Faccia come crede.
Veniamo al sodo: io non vedo alcun contesto nel quale riportare le sue affermazioni. Lei dice che siccome in Italia non ci sono controlli - e su questo ha ragione - le sembra eccessivo pretendere una pena che preveda, ad esempio, la revoca del diritto alla guida. Questo perché nessuno ha fermato prima l'uccisore (posso chiamarlo così?). E' una sua opinione no?
Bene: io, da blogger, la riporto (e del resto i suoi interventi sono integralmente pubblicati) e la rispetto.
Però non la condivido, tutto qua. Tra l’altro può stare tranquillo, perché quella pena nessuno l’applicherà: non è prevista per legge.
Per me questo evento resta un omicidio plurimo che dovrebbe essere sanzionato con grande severità. Non con il carcere a vita, perché credo alla rieducazione del condannato (anche se il “condannato tipo” fa spesso di tutto per abbattere il principio democratico che la Costituzione gli concede). Ma quando sento odor di recidiva, la mia ferma opinione è che la rieducazione del condannato debba passare in secondo piano rispetto alla tutela della collettività.
La ringrazio, comunque, per la civiltà con cui conduce questa discussione con il sottoscritto…
da Live Sicilia
RispondiEliminaParla il padre dell’investitore:
“Mio figlio è distrutto dal dolore”
“Dopo l’incidente sta sul letto senza mangiare. E’ distrutto, vuole chiedere scusa alla famiglia ma non trova le parole”. Non esce da casa da due giorni Fabio Gulotta, il giovane di 21 anni che sabato notte, a Campobello di Mazara, ha travolto con la sua Bmw una Seicento sulla quale viaggiava la famiglia Quinci. Nell’impatto violentissimo sono morti due fratellini, Martina e Vito, di 12 e 10 anni, e la loro mamma, Lidia Mangiaracina, di 37, mentre il marito, Baldassare
Quinci, è rimasto gravemente ferito e rischia la paralisi. In un’intervista a News Mediaset, l’agenzia delle reti Mediaset, il padre del ragazzo, Angelo Gulotta, parla della tragedia e difende il figlio. Per i carabinieri, che hanno denunciato a piede libero il giovane per omicidio colposo plurimo aggravato, Gulotta, al quale avevano già ritirato un anno fa la patente, viaggiava ubriaco a 120 km l’ora insieme con la fidanzata. “Fabio mi ha raccontato – spiega il padre – che
andava a 80 km l’ora, anche se non aveva gli occhi puntati sul contachilometri”. L’uomo contesta anche che il figlio fosse ubriaco: “aveva bevuto solo un bicchiere di vino a casa”.
In paese tutti si sono schierati contro il giovane, a cominciare dal sindaco Ciro Caravà, che lo ha invitato ad andare via. Ma il padre dice: “Fabio non è uscito di casa per andare ad uccidere, è successo: cosa può fare?”. Ai funerali delle tre vittime, che si sono svolti ieri a Campobello di Mazara, c’era anche Baldassarre Quinci, che era su una sedia a rotelle. Il maresciallo dell’aeronautica ha implorato i medici di dimetterlo per dare l’ultimo saluto alla moglie e ai figli.
http://www.livesicilia.it/2011/01/18/parla-il-padre-dellinvestitore-mio-figlio-e-distrutto-dal-dolore/
TANTE COSE GIUSTE E TANTE ECCESSIVE DETTATE DALL'EMOZIONE SONO STATE SCRITTE NEL BLOG, IL PROBLEMA VERO E', COME DISSE ANDREA DE ADAMICH UNA VOLTA IN TV, CHE LA PATENTE, NELLA SOCIETA' DEL CONSUMO AUTOMOBILISTICO, COME UNA SORTA DI RITTO FONDAMENTALE DELL'INDIVIDUO INALIENABILE, CIOE' TUTTI HANNO DIRITTO DI ESSERE PATENTATI E DI CIRCOLARE IN AUTO, COME SE FOSSE UN DIRITTO FONDAMENTALE DELL'INDIVIDUO, SENZA IL QUALE LA PERSONA SAREBBE RIDOTTA AD UN SOTTO - UOMO! E NON E' COSI'! SONO LE CASE AUTOMOBILISTICHE HANNO VIA VIA SPINTO SULLA POLITICA AFFINCHE' LA CIVILTA' DELL'AUTO PRENDESSE IN ITALIA PIEDE IN MODO SMODATO. NON PER NIENTE SIAMO IL PAESE EUROPEO CON LA PERCENTUALE DI AUTO MAGGIORE PER ABITANTI, SENZA UN PIANO EFFICIENTE DI TRASPORTO PUBBLICO SU FERRO... LA VERITA' E' CHE QUI TUTTI INFRANGONO BELLAMENTE IL CODICE ANCHE IN MODO SERIO: A NAPOLI SAPETE QUANTI DELLE STESSE F.F.O.O. SI FANNO UN MAZZO TANTO PER FARE IL LORO DOVERE E QUANTI CIRCOLANO SENZA ASSICURAZIONE, TANTO CHI CONTROLLA I CONTROLLORI? HANNO L'OBBLIGO D'INDOSSARE ANCHE LORO LA CINTURA RIBADITO CON CIRCOLARE, NEMMENO L'OMBRA, DANNO CATTIVO ESEMPIO DI GUIDA SCORRETTA E PERICOLOSA ANZITUTTO LORO ED E' GRAVE. LE PENE. IN ITALIA NON V'E' UNA CULTURA DELLA RESPONSABILITA' E DELLA PENA DA ESPIARE, V'E' LA CULTURA , INVECE, DEL PERDONISMO, DEL FEMMINISMO COMUNISTA GIUDIZIARIO CHE DA SEMPRE E COMUNQUE RAGIONE ALLE EX MOGLI NELLE AULE DI GIUSTIZIA, DI MAGISTRATI CHE FANNO POLITICA CON LE SENTENZE, PERCHE' NON E' LORO IL CONGIUNTO MASSACRATO TRA LE LAMIERE, ALTRIMENTI, APRITI CIELO, FIAMME E FUOCO, INDAGINI ALLA VELOCITA' DELLA LUCE, MASSIMO DELLA PENA. NON C'E' CULTURA DEL PERICOLO AUTOMOBILISTICO, NON S'INSEGNA A SCUOLA COME MATERIA OBBLIGATORIA L'EDUCAZIONE STRADALE, NON SI PERCEPISCE L'AUTO E LA MOTO COME POTENZIALI ARMI E NON SOLO COME MEZZI DI TRASPORTO, VOGLIONO CORRERE, CORRERE, ESSERE SEMPRE PIU' VELOCI. IN TANGENZIALE A NAPOLI ORAMAI SI SORPASSA A DESTRA PERCHE'NON PUOI ANDARE AD 80KMH COME DA LIMITE TUTOR PERCHE' T'ARRIVA UN AEROPLANO CON GLI ABBAGLIANTI CHE CHIEDE STRADA, E VIA CON GLI ZIG ZAG TRA LE COLONNE DI AUTO PER SORPASSARE. PER NON PARLARE POI DEGLI ASSASSINI CHE HANNO INTRODOTTO IN COMMERCIO LE MINICAR, VERI CRIMINALI, CHE HANNO BARATTATO LA VOTA DEI MINORI PER SOLDI E VOTI! I MOTORI TURBODIESEL AD INIEZIONE DIRETTA ED I SUV SONO STATI LA MAZZATA FINALE: ACCELERAZIONI ISTANTANEE PAZZESCHE RENDONO UNA VETTURA DIESEL DI MEDIA CILINDRATA UNA POTENZIALE BOMBA, MA DEVE ANDARE COSI' ALTRIMENTI FIAT CHIUDE! OCCORRE INTRODURRE UN REATO TIPICO DI OMICIDIO COLPOSO DA CIRCOLAZIONE STRADALE CON UNA PENA DA SCONTARE EFFETTIVAMENTE, MA OCCORRONO CONTROLLI A TAPPETO E NON SPORADICI. UN TEMPO LA POLIZIA IN CITTA', P ER UN FANALINO ROTTO, T'INSEGUIVA A SIRENE SPIEGATE E TI FERMAVA, OGGI ASSISTONO ALLE INFRAZIONI CN NONCURANZA PERCHE' L'ILLEGALITA' STRADALE E' UN FIUME IN PIENA INARRESTABILE. PERCHE' NON S'INTRODUCE IL LIMITATORE DI VELOCITA' OBBLIGATORIO? PERCHE' LE VETTURE SONO SEMPRE PIU' POTENTI? PERCHE' FA COMODO ALLA FIAT ED I POLITICI SONO SOTTO SCACCO! M'E' PASSATA LA PASSIONE DELLA MOTO, PERCHE' MI ERO ACCORTO CHE GLI AUTOMOBILISTI, PER PRENDERSI LA PRECEDENZA DI PREPOTENZA, MI PUNTAVANO, PER FARMI FERMARE, SENZA RENDERSI CONTO CHE MI AVREBBERO POTUTO UCCIDERE ED ALLORA HO DETTO BASTA. GUIDO TUTTI I GIORNI, MA E' UNO SCHIFO, MAI UN ATTIMO TRANQUILLO, SPOSTATI A PIEDE LIBERO IN GRAN QUANTITA'. CHI COMMETTE UNA STRAGE DEL GENERE DOVREBBE PERDERE DEFINITIVAMENTE LA PATENTE, OLTRE AL CARCERE, S'INTENDE. MA LE VITE SPEZZATE NON RITORNANO INDIETRO. POVERO PADRE /MARITO RINGRAZIO IL SIGNORE DELLE MIE DISGRAZIE CHE AL SUO CONFRONTO SONO NULLA.
RispondiEliminaGrazie Maurizio, per la tua partecipata testimonianza.
RispondiEliminaCondivido pienamente quanto scritto da Maurizio, una pistola a volte non produce tanto dolore quanto un'auto, considerare i veicoli alla strenna di armi con il colpo in canna dovrebbe impaurire non poco la misera società in cui viviamo sempre alla ricerca di velocità e di menefreghismo verso il prossimo, sposo la tesi di tapezzare le strade con messaggi pubblicitari forti che richiamino l'attenzione del guidatore, ma dubito che cio possa accadere, daltronde viviamo in un paese dove gli interessi di pochi prevalgono sulla massa, questo vale sia per i produttori di vino che per le "escort", ah, se almeno qualcuno considerasse la vita come bene inalienabile... che bello!
RispondiEliminaUn'abbraccio al Maresciallo Baldassarre Quinci.
piccio un ci scassati a minkia...ki fabio a kommesso un errore si l'ammetto...ma lui mika voleva farlo...io lo conosco questo ragazzo e vi assicuro ke e' un ragazzo troppo bravo....vorrei vedere se uno di voi uccida una famiglia poi kome viene trattato da altri ma dagli amici ke sanno cm'e' stata questa persona non kredo male ma bene....diciamo...lui e' un ragazzo doc...e successo ormai Diu li ha portati kon se nella sua kasa...quindi ciao
RispondiEliminaIo credo che prima dovresti andare a scuola e imparare l'italiano. Una volta che che avrai conseguito la licenza elementare, allora potrai provare a esprimere un pensiero, articolarlo e difendere il tuo amico, il cui errore è costato la vita a tre persone. Anzi, quattro. Detto questo, io mi auguro che un giorno, gente che commette omicidi (colposi?)come quelli commessi dal tuo amico passi il resto della propria vita a riparare il danno commesso.
RispondiEliminaQuindi, ciao.