La diciannovenne, Elena Peccin e Alex Biasin, 18 anni, uccisi a Piove di Sacco da un nomade che "spatentato" correva a 190 km/h in centro abitato o di Giuseppe Pizza 28 anni ucciso a coltellate a Napoli sembra per una lite di traffico
La violenza che non buca le cronache, quella quotidiana, quella stradale
La violenza che non buca le cronache, quella quotidiana, quella stradale
di Giordano Biserni
(ASAPS) 19 ottobre 2010 - Loro, Elena Piccin e Alex Biasin, 37anni in due, ammazzati da un nomade che guidava senza patente perché ritirata e correva 190 km/h in area urbana a Piove di Sacco, non sono approdati e probabilmente non approderanno mai nei salotti buoni della TV come Porta a Porta o Matrix, chissà forse potranno parlarne alla Vita in diretta in qualche giorno di stanca nelle notizie di nera. Neanche Giuseppe Pizza 28 anni ucciso a coltellate a Napoli, sembra per una lite stradale, avrà spazio nelle trasmissioni di alto ascolto. Eppure anche queste sono morti assurde, frutto di una violenza altrettanto assurda, quella della strada, quella che non buca le cronache per giorni interi, settimane, mesi.
Sappiamo tutto dei delitti di Cogne, di Erba, di Perugia e ora di Avetrana con la tragica uccisione di Sarah, abbiamo visto in questi casi cronache continue in contemporanea su 4 o 5 canali, ricostruzione degli eventi con plastici, con planimetrie, con disegni. Interventi di esperti o sedicenti tali. Abbiamo vissuto gli arresti minuto per minuto, sedotti, seduti comodi nel nostro salottino.
Anche del pugno della stazione Anagnina, degno di un peso welter, che ha spento la vita della giovane romena Maricica Hahaianu abbiamo visto tutto, anche il sorriso dell'aspirante pugile Alessio Burtone mentre lo portavano in carcere sotto i riflettori delle telecamere. Il suo momento di gloria? Mancava solo la trascinante colonna sonora di Rocky e Bertone sarebbe stato quasi un novello Sylvester Stallone. Insomma c'era proprio tutto!
I delitti della strada - perché sempre di delitti si tratta - rimangono invece nel cono d'ombra delle cronache locali del Gazzettino del territorio.
Eppure anche sulla strada di queste violenze se ne consumano a decine ogni giorno, noi dell'Asaps le monitoriamo costantemente, ma si crea raramente un caso, non ci saranno mai pellegrinaggi di curiosi in un incrocio per vedere, per capire, o solo per dire "io ci sono stato".
Quanta mediocrità, quanta puerilità. Capiamo chi dive fare audience, capiamo chi deve fare scoop.
Sappiamo tutto dei delitti di Cogne, di Erba, di Perugia e ora di Avetrana con la tragica uccisione di Sarah, abbiamo visto in questi casi cronache continue in contemporanea su 4 o 5 canali, ricostruzione degli eventi con plastici, con planimetrie, con disegni. Interventi di esperti o sedicenti tali. Abbiamo vissuto gli arresti minuto per minuto, sedotti, seduti comodi nel nostro salottino.
Anche del pugno della stazione Anagnina, degno di un peso welter, che ha spento la vita della giovane romena Maricica Hahaianu abbiamo visto tutto, anche il sorriso dell'aspirante pugile Alessio Burtone mentre lo portavano in carcere sotto i riflettori delle telecamere. Il suo momento di gloria? Mancava solo la trascinante colonna sonora di Rocky e Bertone sarebbe stato quasi un novello Sylvester Stallone. Insomma c'era proprio tutto!
I delitti della strada - perché sempre di delitti si tratta - rimangono invece nel cono d'ombra delle cronache locali del Gazzettino del territorio.
Eppure anche sulla strada di queste violenze se ne consumano a decine ogni giorno, noi dell'Asaps le monitoriamo costantemente, ma si crea raramente un caso, non ci saranno mai pellegrinaggi di curiosi in un incrocio per vedere, per capire, o solo per dire "io ci sono stato".
Quanta mediocrità, quanta puerilità. Capiamo chi dive fare audience, capiamo chi deve fare scoop.
Ma è bene ricordare ai distratti che le probabilità che un nostro caro, un nostro ragazzo, venga eliminato dalla partita della vita da uno "spatentato" che viaggia 190 all'ora, da un ubriaco, da un drogato alla guida, sono molto, molto più elevate rispetto all'ipotesi di un delitto in familia. Ma se ne deve parlare poco, perché sulla strada gli zii Michele e le cugine Sabrina sono tanti, tantissimi, come si fa a fare la cronaca di tutti, meglio passarci sopra. Appunto... è giusto così... (ASAPS)
Gli esempi di storie come queste sono centinaia, migliaia.
RispondiEliminaSe ci sono noti personaggi/ex paparazzi che vengono "pizzicati" per ben sette/otto volte senza patente e continuano imperterriti e tranquilli a guidare, se una buona parte delle persone che apprendono notizie come queste si indigna e poi, appena vede una pattuglia della Polizia Stradale o Locale con l'autovelox od il telelaser si mette a lampeggiare per far rallentare quelli che vanno forte, non stupiamoci più che accadono questi eventi e nè tanto meno del fatto che non vengano adeguatamente resi noti. Per migliorare le cose dovremmo far cambiare mentalità ad un gran numero di persone...
RispondiEliminaIo credo che chi si mette a lampeggiare per segnalare il velox lo faccia dove ci sono limiti palesemente bassi e di conseguenza dove l'apparecchio non fa sicurezza stradale ma riempimento-cassa.
RispondiEliminaIn questi casi ben venga la segnalazione di un comportamento, se non disonesto, sicuramente immorale che alla lunga danneggia tutti, credibilità di chi fa sicurezza VERA per prima.
Vogliamo cambiare mentalità ? Iniziamo a limitare le regole solo a quelle sensate (o comunque percepite come tali): il consenso verso le forze di pubblica sicurezza inizierà ad aumentare all'istante.
Ovviamente, caro anonimo, non siamo d'accordo. Lampeggiare è sempre immorale, anche perché la gente lampeggia non dove ci sono gli autovelox (ormai quasi tutti fissi e ben visibili), ma soprattutto dove ci sono i posti di controllo, facendo un gran favore a chi non vuole farsi né fermare né identificare... Se lasci anche il nome, la discussione sarebbe più serena, non trovi?
RispondiEliminaGiusta contestazione. Ma da dove ha origine l'idea dell'avvisare del posto di blocco qualcuno se l'è chiesto?
RispondiEliminaVerissmo che ormai, nel dubbio, lo fanno per qualsiasi tipo posto di blocco ma la causa iniziale qual'è stata ?
Forse che la sensazione di essere stati multati ingiustamente (anche se, formalmente, in modo perfettamente lecito) abbia influito appena un po'?
Interessante discussione ma... mi piacerebbe sapere almeno il nome del mio interlocutore...
RispondiEliminaCaro Borselli,
RispondiEliminami viene in mente la celebre frase "E' la stampa bellezza!".
Però nel film interpretato da Bogart quella frase era l'epitaffio contro chiunque cercasse di limitare la libertà di stampa; oggigiorno la possiamo riportare solo per registrare la mediocrità di molta informazione.
No, purtroppo i morti sulle strade non fanno notizia, tranne nelle edizioni domenicali a patto che lo schianto sia avvenuto dopo la discoteca.
Le altre migliaia non meritano menzione, perchè "...non è bello che uno che si vuole rilassare con un giornale in mano deve leggere queste cose". Ho virgolettato perchè questa frase la pronunciò un Direttore di giornale.
Ma del resto, e continuo con le citazioni, vabbè, un morto è una tragedia, un milione di morti è una statistica.
Fabio Sergio
Vero.
RispondiEliminaPerò noi non siamo certa stampa. Siamo quelli che chiamano a casa la famiglia del morto, non solo quello che poi diventa un numero statistico.
Dunque, quando apriamo il giornale, anche se ci fosse quella notizia non potremmo mai rilassarci. Cerchiamo di emergere da questa palude di mediocrità grazie a Lei, caro Sergio, e tutti coloro che vorranno seguirci in questo cammino di partecipata e reciproca informazione...
Il problema è sempre il solito e cioè la certezza della pena!
RispondiEliminaCaro anonimo, c'è chi lampeggia, chi accende le "4 frecce", chi si sbraccia ecc. per avvisare dell'esistenza di autovelox o posti di controllo in genere, ad esempio i camionisti lo fanno con il baracchino, ma avvisano chi? Forse dei complici, magari li avvisano per farli rallentare, per fargli allacciare la cintura o peggio per far cambiare strada all'ubriaco o al ricercato, non so cosa dirti. Ma posso dirti che dall'altro lato ci sono persone che stanno facendo il proprio dovere a rischio anche della propria incolumità ed a volte questo rischio aumenta proprio per via di queste "segnalazioni" che innescano situazioni pericolose. E poi altra cosa da dire è che le Leggi le fa il Legislatore, chi controlla è il primo a dovercisi attenere altrimenti vanifica ogni controllo, quindi quando parli di ingiustizia chiarisci a cosa ti riferisci al fatto di avere subito untorto reale? Oppure semplicemente sei stato multato per avere superato il limite che TU ritieni basso e vedi quindi la cosa come ingiusta?.....
RispondiEliminaTornando agli abbaglianti, quoto in blocco quanto detto da Raffaele. Se hai un comportamento rispettoso della legge, non avresti nulla da temere. Il problema è che certe amministrazioni, soprattutto locali, hanno atteggiamenti esagerati, delegando tutto alle tecnologie senza far nulla per interloquire con il trasgressore nella flagranza dell'illecito... ma questo è un altro argomento. qui si parlava di morti...
RispondiEliminaCome giustamente dice Borselli "questo è un altro argomento" quindi non vorrei soffermarmi troppo anche se ho iniziato io.
RispondiEliminaRispondo brevemente a Raffaele.
Avvisano chi?
Nessuno in particolare è solo un atteggiamento "collaborativo" per affrontare un problema comune.
Il perché sia visto come un problema invece che come un servizio è, secondo me, ciò su cui le persone saggie si dovrebbero interrogare.
Ok anonimo (perché non usi almeno un nick?)
RispondiEliminaAmmettiamo che si tratti di un modo per collaborare a non pagare una "gabella": questo atteggiamento "collaborativo", però, è posto in essere soprattutto quando a fare controlli c'è una pattuglia di Carabinieri senza alcun autovelox. In questo caso di cosa stiamo parlando?
Grazie, comunque, per il tono civile con cui stiamo portando avanti questa discussione. Per me, che modero, non poteva cominciare meglio.
Il problema è che quando si "lampeggia" si segnala sia a quelli che vanno ad una velocità "ragionevole" anche se superano i limiti (comunque comportamento sbagliato!!!), sia a quelli che vanno veramente molto veloce, che sono poi quelli che, in caso di incidente, provocano i danni maggiori e soprattutto le conseguenze più gravi per le persone. Poi sono d'accordo con Raffaele. Anonimo ritiene bassi alcuni limiti, ma non è assolutamente una cosa soggettiva. E poi se i limiti fossero anche solo leggermente più alti, ci sarebbe qualcun'altro che li giudicherebbe eccessivamente bassi e saremmo di nuovo al punto di partenza. Caro anonimo, ti assicuro che se una gran parte degli automobilisti rispettasse i limiti (su qualsiasi tratto di strada!) avremmo sicuramente meno morti sulle strade e avremmo più soldi nelle tasche a svantaggio delle Compagnie assicurative. Sicuramente è utopia in questo paese, ma sfido chiunque a contraddirmi.
RispondiEliminaAllora, Anonimo, solo per chiarire, sono non d'accordo con Lorenzo Borselli, ma d'accordissimo sul fatto che le Amm.ni usano la normativa vigente per fare cassa, come si dice volgarmente, ma grazie a tanti operatori professionalmente validi e contrari a certe "pratiche" le cose stanno cambiando e sulle strade certe tecnologie sono sempre più il supporto alle pattuglie su strada e non la sostituzione. Quella collaborazione a cui tu ti riferisci va proprio "contro" queste pattuglie non contro l'autovelox "nascosto", perchè quello, caro Anonimo, ti frega, hai voglia a collaborare.
RispondiEliminaEppoi una cosa deve essere chiara, certamente a me come a tanti operatori e cittadini ci sono regole che non piacciono, ma sono regole e, "collaborare" come tu dici a violarle o a farla franca "smettendo" di violarle al momento giusto, grazie al "lampeggio", nel caso di cui parliamo non è una condotta illecita ma mi fa venire in mente l'oramai famoso video della donna colpita al volto da un pugno e lasciata a terra e poi morta per diverso tempo dalle centinaia di passanti e presenti in una stazione metro eppoi al volante si diventa tutti solidali e collaborativi, tutti uniti per fregare la PS, la PM o i CC, magari dopo ci si incontra al bar successivo e l'ultimo "salvato" offre da bere, o magari chissà, dopo essersi salvato grazie al lampeggio ci si schianta contro un pino secolare a 200 Km/h, chissà.........
Nel complimenatrmi per l'articolo, propongo all'autorevole Associazione Asaps: visto che oramai siete un punto di riferimento per numerosi operatori della strada, e non, ed inoltre, grazie ai vostri osservatori (e sacrifici), disponete di dati sufficienti, perchè non vi fate promotori di qualche iniziativa, magari in collaborazione con qualche emittente televisiva, che dia un po di spazio e soprattutto attenzione a certi argomenti?
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